
Albisola. Si cerca un finanziatore in grado di mettere mano al problema di liquidità della Fac di Albisola e arrivare a rendere operativo il piano industriale presentato oggi dall’ ad dell’azienda albisolese Silvia Canepa, che prevede, con l’ingresso di nuove risorse (che al momento le banche non possono garantire), di riprendere gli standard produttivi e occupazionali: gli ordinativi ci sono e non si sta parlando di una azienda in crisi, ma serve delocalizzare ed avere un sito produttivo più moderno e funzionale.
Per questo, nella delicata operazione, è necessario trovare finanziamenti idonei. L’obiettivo, in caso di una evoluzione positiva della vicenda, è tornare ad avere i conti in ordine per la fine del 2014, riassorbendo anche tutta la manodopera ancora in cassa integrazione.
E’ quanto emerso nel corso dell’assemblea che si è svolta questa mattina presso la Fac di Albisola, alla presenza del sindaco Franco Orsi, dell’assessore provinciale Giorgio Sambin, dei sindacati e della Rsu aziendale. Sotto la sede dell’azienda i lavoratori hanno svolto un presidio in attesa di conoscere i contenuti dell’incontro.
Il primo cittadino albisolesi ha detto che si possono trovare nuove aree ad Albisola adette alle nuove esigenze produttive, tuttavia il sindaco, memore dell’esperienza non certo positiva della Gavarry, ha chiesto prima di procedere con l’operazione di delocalizzazione di verificare un progetto serio e che eviti speculazioni edilizie sull’area attualmente occupata dalla Fac.
Le istituzioni continueranno a monitorare la vertenza, con l’impegno di condurre una trattativa con possibili finanziatori e definendo la questione delle aree. Ancora preoccupati sindacati e lavoratori, che chiedono certezze non solo sul piano industriale ma anche sul futuro occupazionale, senza contare una tempistica dell’operazione che comunque prevede tempi non certo brevi: gli stesso ammortizzatori sociali non saranno sufficienti.