
Albenga. “Non ho aggredito nessuno e non gli ho rubato dei soldi. Anzi sono io ad essere stato aggredito”. E’ questo il senso delle dichiarazioni rese questa mattina da Abdelgani Timoumi, il venticinquenne marocchino arrestato l’altro ieri ad Albenga con l’accusa di rapina dopo una lite con un suo connazionale, un bracciante di 31 anni. L’uomo è stato interrogato questa mattina dal gip Fiorenza Giorgi alla presenza del suo legale, l’avvocato Nazareno Siccardi. Il giudice ha convalidato il fermo e si è roservata di decidere sulla misura di custodia cautelare.
Secondo l’accusa Timoumi ha discusso con un connazionale e poi lo ha aggredito per farsi consegnare circa 800 euro in contanti. E’ stato proprio il connazionale che avrebbe subito la rapina a denunciarlo dopo essersi fatto medicare al pronto soccorso di Albenga (prognosi sette giorni). A quel punto il presunto aggressore era stato bloccato dai carabinieri in via Roma, trovato in possesso di contanti e sottoposto a fermo. Ma la versione fonrnita dal venticinquenne è opposta: “I soldi che mi hanno trovato erano i miei. Era lo stipendio e dovevo spedirlo a mio padre in Marocco”.
“Sono io ad essere stato aggredito da altre cinque persone. Una l’ho colpita con un pungno, ma solo per difendermi” avrebbe detto Timoumi. Il marocchino arrestato, così come il connazionale che l’ha denunciato, non ha però chiarito i motivi della discussione e dell’aggressione con i connazionali. Sembra che però all’origine della lite ci sia una questione legata ad un debito per l’acquisto di cocaina.