
Savona. Due bacini, quattro ospedali integrati. In sintesi il documento del Pd sulla sanità savonese, illustrato oggi, cerca di dare una risposta alle pressioni tra i diversi plessi e alle esigenze di contabilità. Spiega il segretario Livio Di Tullio: “Il nostro documento prevede la presa d’atto sulle necessità dei due bacini naturali della sanità nella nostra provincia, quello di Savona-Valbormida e quello del Ponente. I quattro plessi ospedalieri devono integrarsi fra di loro. Non più, quindi, strutture generaliste, ma servizi che si vanno ad integrare tra loro. Questo va incontro alle esigenze di bilancio che non si possono eludere, visti i tagli pesanti, ma è anche un modo per dare risposte alle richieste di qualità che vengono dai cittadini”.
Il consigliere regionale Nino Miceli sottolinea: “Proponiamo di fondare il sistema provinciale della sanità sui due bacini territoriali, polarizzati dal San Paolo e dal Santa Corona, così come delineato anche dal collegio dei primari di questi due ospedali. I presidi di Cairo e di Albenga si legano in maniera integrata alle altre strutture. L’importante è che non ci siano più ospedali generalisti, che fanno tutto, perché non ce lo possiamo più permettere e non è nemmeno utile per il cittadino”.
Si legge nel documento del Pd: “Partire dalla necessità di pensare un sistema provinciale integrato non è in contraddizione con il riconoscere che la nostra provincia si articola in due bacini naturali: il Ponente, coincidente con il territorio delle ex aassll 4 e 5, con una popolazione di circa 125.000 abitanti; il Savonese e la Valle Bormida, ex aassll 6 e 7, circa 165.000 abitanti. Il collegio dei primari del San Paolo di Savona e del Santa Corona di Pietra Ligure ha sottolineato, attraverso un documento per la prima volta congiunto, la necessità che ciascuno di questi grandi ospedali possa fornire alla popolazione l’insieme dei servizi sanitari necessari ed indispensabili per il proprio bacino di riferimento. E’ una impostazione che noi apprezziamo e che vogliamo confermare in scelte politiche”.
“La decisione di dotare anche l’ospedale San Paolo di un centro Ictus, giá esistente a Pietra Ligure, e la conferma della struttura di Emodinamica presso i reparti di Cardiologia dei due ospedali sono scelte sagge che completano e confermano la rete dei servizi a favore dei cittadini della nostra provincia, specie in situazione di particolare necessità ed urgenza. In questo quadro ciascun ospedale vede ribadita la propria vocazione storica: il San Paolo continuerà ad essere l’ospedale con il maggior numero di posti letto della nostra provincia, sede di Dea di primo livello e di alte specialità; il Santa Corona confermerà la propria mission di ospedale vocato alla gestione dell’emergenza, sede di Dea di secondo livello e di Trauma Center” recita il documento.
“Accanto ai due ospedali principali – si legge poi – rivestono un ruolo i due ospedali di Albenga e Cairo Montenotte, che completano il quadro dell’offerta ospedaliera della nostra provincia. Il ruolo di questi ospedali dovrà essere sinergico ma distinto da quello dei due ospedali maggiori: non è più tempo di inutili e costose duplicazioni di funzioni. La vocazione dell’offerta dei plessi di Albenga e Cairo Montenotte dovrà essere essenzialmente elettiva. In questo quadro si prevede il mantenimento e la valorizzazione in entrambi i plessi del servizio di Medicina e il superamento della funzione chirurgica maggiore, che andrà concentrata negli ospedali di Savona e di Pietra Ligure. Dovranno comunque rimanere attivi gli ambulatori chirurgici sia ad Albenga sia a Cairo Montenotte. Le sale operatorie del nuovo ospedale di Albenga, così come quelle in via di realizzazione a Cairo Montenotte, devono essere utilizzate per l’attività chirurgica a bassa complessità di Day Surgery, anche attraverso il coinvolgimento strutturale delle équipe professionali dei due ospedali maggiori. L’attività di Day Surgery dovrà contare su un numero di posti letto adeguato alle esigenze che l’esperienza e le prospettive suggeriscono. Le funzioni coerenti e connesse a questo progetto, come l’attività di Riabilitazione a Cairo Montenotte e quella di Dialisi ad Albenga, andranno confermate e consolidate”.
“Nell’ambito della nuova struttura ospedaliera di Albenga, ricca di spazi moderni ed attrezzati, possono trovare collocazione discipline oggi presenti a Pietra Ligure e non connesse direttamente alla funzione di Emergenza e Trauma Center, quali ad esempio il Mios. In entrambi i plessi dovranno trovare spazio adeguato alle esigenze della popolazione le attività ambulatoriali e diagnostiche sia di base sia specialistiche. Presso l’ospedale di Albenga va attentamente monitorata e, se i risultati attesi saranno confermati, incrementata l’attività convenzionata di “recupero fughe”, che fornisce un servizio di altissima qualità professionale e, lo ricordiamo, gratuito per i cittadini liguri. Infine nell’ambito della revisione della Rete dell’Emergenza, di competenza del Consiglio Regionale, andranno assicurati il ruolo e le funzioni di Albenga e Cairo Montenotte, alla luce della specificità di un territorio oggettivamente svantaggiato come quello della Val Bormida e degli intensi flussi turistici che investono l’area del ponente savonese” sottolinea il documento del Pd.