
Alassio. “La tombinatura dei rii è stata realizzata negli anni ’60, nel pieno del boom edilizio, la eventuale “cementificazione” della collina, peraltro frutto di un piano Regolatore approvato da tutti gli enti preposti, con una relazione geologica a firma dello studio Scarpati, porta la firma del Sindaco Avogadro, oggi “pentito”. Così il consigliere regionale del Pdl e consigliere comunale di minoranza Marco Melgrati sui possibili rischi idrogeologici per la cittadina alassina.
“E le costruzioni in collina poco o nulla hanno a che vedere con il deflusso delle acque nei rii, che negli anni non si è modificato, anzi si è cercato di migliorarne la ampiezza della sezione, come nel caso del tratto finale di Piazza Partigiani; lo testimonia la mancanza di eventi alluvionali, nonostante le forti piogge che nel passato hanno interessato la nostra città, a differenza con quanto successo, per esempio, nella vicina Albenga. E il caso citato dall’assessore Scarpati del 2000 era riferito all’allagamento di uno scantinato dove non poteva e non doveva esserci l’abitabilità, in quanto in zona rossa di piano di bacino”.
“Quante volte in questi 20 anni di amministrazione, con me responsabile, prima come assessore e poi come sindaco, abbiamo avuto l’allarme 2 Meteo della Regione Liguria, eppure le tombinature hanno retto? Bene la pulizia dei rii, ma questa è sempre stata fatta” aggiunge l’esponente del Pdl.
“E dall’entrata in vigore del piano di bacino, con le “famigerate” zone rosse di inedificabilità assoluta, non si è più costruito in queste zone, proprio perchè proibito per legge. Stupisce ancora di più perché la famiglia di Scarpati è comproprietaria di un albergo prestigioso, e questo allarmismo danneggia sicuramente l’immagine turistica della nostra città”.