
Savona. Fronte comune di operatori e addetti del settore contro l’ipotesi di una tassa d’ingresso e d’uscita dal porto di Savona per alleggerire il traffico della zona. Le soluzioni sono ancora in fase di studio perché di fatto sono inserite nel Piano del Traffico, che non è stato ancora adottato dal Comune. “Se è stata una semplice presa di posizione estemporanea ad una interpellanza del consigliere di minoranza Livio Bracco, lascia il tempo che trova, ma è senza dubbio inapplicabile” afferma Alessandro Berta, responsabile della Sezione Terminalisti dell’Unione Industriali di Savona.
“Se si tratta invece di un indirizzo politico, ci sarà allora la necessità di discuterne con tutti gli operatori del porto, lavoratori, artigiani, autotrasportatori e la Compagnia Portuale per comprendere il senso della situazione – prosegue Berta – I dati sottolineano che il traffico incidente su corso Mazzini, Corso colombo e Lungomare Matteotti ammonta a 20 mila veicoli al giorno, dei quali solo 500 sono attribuibili al porto. Il problema perciò è il traffico di flusso da levante verso ponente e viceversa. Anche un centesimo di euro sopra il costo della merce non renderebbe più competitivo il nostro porto”.
“Sui flussi di traffico c’è l’Aurelia Bis che servirà ad allentare il peso su corso Mazzini; il porto sta lavorando da molti anni rispetto al traffico ferroviario, da domani inizieranno a partire due treni che toglieranno traffico dal Cadibona rispetto al carbone. E’ in corso di collaudo anche l’apparato funiviario che toglierà la quasi totalità di carbone dalle strade” aggiunge Berta.
“Dal punto di vista degli addetti – conclude – stiamo parlando di 2700 addetti diretti e oltre 5600 addetti indiretti (dati 2010) sull’attività portuale e si parla di 153 imprese che lavorano in maniera fissa nel porto e altre 1014 che lavorano in maniera saltuaria. Durante la crisi questo settore ha mantenuto inalterati tali dati sia in termini di personale che in termini di aziende coinvolte”.
L’assessore a mobilità e sviluppo economico Paolo Apicella precisa: “Le mie dichiarazioni sono strettamente correlate all’oggetto dell’interpellanza, ovvero alle eventuali soluzioni contenute all’interno del Piano del Traffico in funzione di un alleggerimento del flusso veicolare verso e dalle strutture portuali. Ad oggi, questa amministrazione non intende adottare queste soluzioni: sono esclusivamente suggerimenti e proposte da parte dei redattori del Piano, non vincolanti né obbligatori. Decisioni di tale portata, sono subordinate ad un confronto con tutti i soggetti interessati, dall’Autorità Portuale, alle associazioni di categoria, agli utenti del porto”.
“Non ritengo sia utile ed efficace un’operazione legata solo ad un settore per quanto concerne un miglioramento della attuale situazione, ma deve inserirsi in un ragionamento più ampio che riguardi anche il traffico legato alla città, al sistema parcheggi, alla pedonalizzazione, e a tutti quegli elementi che influiscono negativamente sul tratto stradale che collega il porto di Savona al casello autostradale di Legino; elementi a mio avviso superiori al traffico prettamente portuale. Infine, in qualità di assessore allo sviluppo economico, non intendo intervenire con decisioni che possano influire negativamente su realtà economiche legate ad una realtà fondamentale per la nostra città come l’azienda porto” conclude Apicella.