
Savona. Il 25 novembre è il Giorno Internazionale della Non Violenza nei Confronti della Donna. Per celebrare questa ricorrenza la Presidente dell´Associazione culturale savonese ZACEM, Renata Rusca Zargar ha organizzato, con il Patrocinio del Comune di Savona e la collaborazione dell’Assessore Isabella Sorgini, il 19 novembre, un pomeriggio intitolato al nome di tre savonesi, Luigina Comotto, Franca Lanzone, Paola Garelli, fucilate al Priamar, “perché il passato non sia mai dimenticato”.
L’evento si terrà dalle 15,30 nella Sala Rossa del Comune di Savona. “Si parlerà di passato ma anche il presente, spiegato brutalmente nel video della regista Sara Aguiari di Catania, non è da meno – racconta l’ideatrice dell’evento – : percosse, droga, prostituzione, marchiano a fuoco anime e corpi. L´attrice Anna Falcone di Trieste racconterà, poi, della gravissima violenza da lei subita da parte del suo compagno che ha messo a rischio la sua stessa vita mentre la classe VB del Liceo Artistico di Savona (l’insegnante di lettere è Renata Rusca Zargar) spiegherà il percorso di conoscenza e riflessione sulla situazione della donna in Italia e nel mondo, svolto lo scorso anno scolastico con l´aiuto della Biblioteca di Libromondo (Centro di Documentazione su Pace, Ambiente, Intercultura dell’AIFO e della PROVINCIA di Savona)”.
Si parlerà, infine, del libro di Renata Rusca Zargar “Ti chiamerò Mimosa”, che è una raccolta di racconti, tra cui due di Samina e Zarina Zargar (figlie di Zahoor Ahmad Zargar, presidente della Comunità dei Musulmani della Liguria, studentessa del terzo anno di Giurisprudenza a Bologna la prima, matricola di Psicologia a Padova, la seconda) sempre sul tema: si tratti di infibulazione, di prostituzione, di pedofilia, di razzismo o anche di abbandono da parte del compagno nei confronti di chi è colpita da mali incurabili.
“Il vero raggungimento del rispetto, della dignità e dei diritti della donna, libera da violenze di qualsiasi tipo, è un cammino che può partire solo ed esclusivamente dalla volontà intrinseca delle donne, qualunque sia il credo o il paese di origine. Chi ha studiato o lo sta facendo, e ha un patrimonio maggiore di conoscenze e quindi di libertà, deve porsi come guida e indirizzo di tutte le comunità grandi e piccole, a partire persino dal proprio condominio, perché finisca la schiavitù della donna. Il libro e la giornata vogliono essere momenti di sollecitazione in tal senso” commenta Zargar.