
Alassio. La Corte di Appello di Genova ha disposto l’assoluzione in relazione al reato contestato all’architetto Marco Melgrati di concorso in lottizzazione abusiva, con particolare riferimento alla tempistica, per il cantiere del residence San Rocco di Alassio. Melgrati era finito nel mirino giudiziario quale professionista al tempo direttore dei lavori.
Melgrati si era dimesso nel dicembre 2004 non appena venuto a conoscenza dell’intenzione dell’imprenditore Isidoro Meraviglia di aderire ad una legge dello Stato in condono edilizio, per chiedere il cambio di destinazione d’uso (senza opere) da residence alberghiero, RTA a civile abitazione per gli alloggi già esistenti, se pur con uso residence. Parzialmente assolto anche il geometra Silvio Dotta.
“Avrei preferito l’assoluzione con formula piena non legata alla tempistica del presunto reato che non ho commesso – dichiara il consigliere regionale Marco Melgrati – Infatti quando sono venuto a conoscenza dell’intenzione dell’imprenditore di aderire al condono edilizio seppure senza opere, avevo subito rassegnato le dimissioni, ancora prima che Meraviglia presentasse il condono edilizio”.
“Personalmente – continua il consigliere regionale del Pdl – sono convinto e persuaso che non esista questo reato di lottizzazione abusiva, al limite la Procura avrebbe potuto contestare la validità del condono edilizio”. Melgrati conclude: “Chiederò ai miei legali di ricorrere in Cassazione, nonostante l’intervenuta assoluzione per termini, perché ritengo di pretendere e meritare una assoluzione piena per non aver commesso il fatto; lo stesso dicasi per il geometra Silvio Dotta, che si è visto assolvere per uno dei reati contestati. Ritengo Dotta assolutamente innocente perché chiamato dall’imprenditore a certificare a catasto uno stato di fatto, che esisteva, già da prima del condono, e cioè gli alloggi esistenti. Anche per Dotta sono sicuro che la Cassazione non potrà che riformare questa sentenza, che peraltro ha già ridimensionato la sentenza del Tribunale di Savona, dove avevo incredibilmente subito una condanna per un reato già in allora prescritto”.