
Regione. Dimissioni irrevocabili quelle del capogruppo regionale del Pdl, Matteo Rosso. “Non sono mai stato attaccato alla poltrona, quindi mi dimetto da capogruppo per poter fare la politica in modo più battagliero”, così esordisce il consigliere.
“Il ruolo di capogruppo impone una certa capacità di mediazione fra tutti i consiglieri del proprio schieramento e con la giunta talvolta, capacità che a me non riescono proprio. Io ho fatto tante iniziative, anche banchetti in mezzo alla strada, sempre in modo vivace e questa è la mia maniera di fare politica – prosegue – Penso che per il bene del gruppo serva una persona più capace nella mediazione”.
“Il mio modo duro e vivace di far politica può mettere in difficoltà alcuni membri del gruppo e quindi preferisco tornare ad avere una linea più libera, sempre ovviamente all’interno del Pdl”, dichiara Rosso.
In merito alle primarie, l’ormai ex capogruppo è stato molto chiaro. “Dovremo tutti scendere in campo perché più saremo e più gente sarà richiamata e stimolata – spiega – Questo è il significato delle primarie: non deve essere un testa a testa tra uno e l’altro, ma tra tanti di noi che mettono passione e voglia di correre anche per fare il sindaco”.
Secondo Rosso il miglior modo per scegliere il suo successore potrebbe essere il criterio di anzianità di mandato. “Potrebbero prendere il mio posto Gino Garibaldi o Franco Rocca, che sono al secondo mandato – dichiara – Ho visto anche nomi girare a mia insaputa, ad esempio Marco Scajola, Roberto Bagnasco. Non so, ma credo che il criterio di anzianità di mandato potrebbe essere il migliore perché garantirebbe equilibrio e serenità al gruppo”.
Il consigliere non nasconde neppure il particolare momento di fibrillazione all’interno del partito. “La stessa manifestazione che insieme a Gianni Plinio e Marco Melgrati abbiamo organizzato venerdì, riempiendo il Teatro della Gioventù sulla questione del voto, dimostra un dibattito interno, ma credo che faccia bene al partito – conclude – Siamo ancora più entusiasti di fare politica perché dopo uno scrollone, dopo un brutto momento come la caduta del governo Berlusconi, abbiamo ritrovato la voglia di combattere e stare tutti insieme”.