
Regione. “Vorrei precisare che il Santa Corona, nonostante i ripetuti attacchi politici che mirano a mettere incertezza ed a creare falsa informazione, non vede messa in discussione la sua eccellenza ed il proprio futuro da parte della pianificazione della Regione Liguria. Reputo insensato dal punto di vista scientifico ogni condivisione delle specialità cardine del DEA di II livello, che devono tutte indistintamente rimanere a Pietra come chiaramente affermano le linee guida internazionali della gestione dei pazienti politraumatizzati, anzi bisogna lavorare in modo da ampliare l’offerta di alta specialità collocando in questa sede la divisione di cardiochirurgia”. Lo scrive in una nota il consigliere regionale Idv, Stefano Quaini nonché presidente Commissione Sanità e sicurezza sociale Regione Liguria
“Sarà mia premura avviare un percorso istituzionale sia con atti consiliari, che avanzando una apposita proposta di legge allo scopo di individuare il MIOS quale centro di riferimento nazionale per il trattamento delle osteomieliti e delle sepsi periprotesiche ed in questo contesto attiverò anche l’On. Paladini e il responsabile nazionale del dipartimento sanità di IDV Dott.Palagiano, che si faranno portatori, numeri alla mano, di questa istanza a livello del Ministero competente. La difesa dell’eccellenza del Santa Corona passa anche attraverso una adeguata informazione e credo che pochi in Liguria siano al corrente del fatto che tale divisione ha il 40% di accessi di pazienti extraregionali , risultando con il Gaslini la realtà ligure più virtuosa e rappresentando un pesante introito per le casse liguri” continua Quaini.
“Pertanto anche la divisione di Malattie Infettive che ha meriti evidenti sia propri che connessi alla specializzazione nella cura delle infezioni ossee non può che avere sede e primariato solo a S.Corona, come del resto avviene ora, una sede che dovrà pertanto essere idonea ai malati trattati e con tutte le prerogative necessarie. Ma altrettanto determinante deve essere la nomina, quanto prima, del Direttore della Struttura Complessa di Cardiologia, vacante da tempo. Altrettanto importante deve essere la possibilità di esprimere le forti potenzialità chirurgiche del nosocomio, sia in ambito ortopedico che a livello delle altre specialità chirurgiche, fortemente penalizzate dai tagli ma su cui bisogna invertire la rotta, dati i numeri di rispetto assoluto, in particolar modo deve recuperare sedute operatorie e primariato la divisione di Urologia, fondamentale per il DEA di II livello e la gestione dei politraumi, ma anche per l’attività’ di eccellenza in ambito oncologico. Aspetto non secondario è la nomina del Direttore di Presidio Albenga-Pietra e la completa integrazione con l’Ospedale di Albenga, configurando in pieno il polo del ponente ligure in tutte le sue potenzialità” conclude Quaini.