
Finale L. Il vice sindaco finalese, Giovanni Ferrari, esprime soddisfazione per l’approvazione del piano degli arenili e risponde agli “appunti” sollevati in particolare dai Verdi.
“La spiaggia del Malpasso è salva – dice – La regione Liguria ha riconosciuto la norma eccezionale (unica in tutta la regione) che consente di far pagare l’ingresso all’arenile per preservarlo dalle occupazioni abusive che nel decennio scorso lo avevano sotratto all’uso delle famiglie e dei bagnanti. Si ricorderà che il piano già attuato dalla precedente giunta Cervone ha fatto cessare il caos e l’abusiva occupazione che non solo si creava sulla spiaggia, ma anche sul corrispondente tratto di via Aurelia obbligando le forze dell’ordine a ‘cambi’ sul posto per presidiare costantemente nei mesi estivi la zona”.
“E’ stato così respinto il tentativo portato avanti, soprattutto dal gruppo dei Verdi in Regione e in Comune, di far tornare completamente libera la spiaggia del Malpasso – prosegue il vice sindaco – Un’idea sciagurata che avrebbe fatto tornare la zona di Varigotti indietro di decenni. Dobbiamo ringraziare il presidente Burlando e l’assessore al -Turismo regionale Berlangeri per aver ascoltato le ragioni della città. Il piccolo prezzo che ci è stato richiesto è stato quello di eliminare quel tratto di arenile dal conto delle spiagge libere: questo comporta che non potranno essere create nuove spiagge libere attrezzate come quella che voleva essere istituita a Capo san Donato”.
“I Verdi insistono nel disinformare e affermando che voleva essere creata una spiaggia ghetto per handicappati. Vero è il contrario, ci siamo limitati ad affermare che nel bando di gara per l’assegnazione di quell’arenile avremmo tenuto particolarmente conto di progetti mirati all’integrazione dei diversamente abili ed al superamento delle barriere architettoniche. Questo è esattamente quello che faremo appena sarà bandito il concorso per l’assegnazione degli altri tratti di spiagge libere attrezzate. Per il resto il piano è stato esattamente approvato come proposto dall’amministrazione comunale e modificato a seguito delle osservazioni presentate dai privati e dall’associazione bagni marini con la quale abbiamo collaborato fattivamente al fine di superare le rigide prescrizioni regionali e non creare inutili nuovi corridoi di accesso”, conclude Giovanni Ferrari.