
Pietra Ligure. Dopo il rinvio dell’intera prima giornata a causa del maltempo, è toccato a Maremola e Celle Varazze tenere a battesimo il campionato di serie D. L’incontro si è giocato ieri sera nel palazzetto dello sport di Pietra Ligure.
I pietresi devono fare a meno del prezioso Miceli, fermo per un’ernia del disco, ma recuperano il redivivo Tardito, centrale insieme a Tognolo senior, e presentano la coppia consolidata Maggi – Ravera in banda, giovandosi del rientrante Poggio in regia (dopo una stagione sabbatica) opposto in formazione a Tognolo junior; a supportare il sestetto il libero Muscari.
L’avvio è equilibrato, Poggio chiama con continuità l’attacco di Maggi ed i muri di Tardito consentono piccoli break ai pietresi che trovano però nella battuta il loro tallone di Achille e consentono al Celle Varazze di rimanere aggrappato al set. Accade così che gli ospiti crescano nel finale, grazie all’incisività dei colpi dell’opposto Levati, e si portino a casa il set per 23 – 25 su un errore di Tognolo jr.
L’opposto pietrese si riscatta prontamente con ottime percentuali di attacco nell’inizio del secondo set. Il mister Robutti chiede una maggior distribuzione di palloni al centro e, grazie alla precisione in ricezione, fioccano i primi tempi vincenti. Dopo pochi minuti di frazione Ravera sigla il 16 – 9 con un lungolinea, concentrato di potenza e tecnica. Il turnover vede l’ingresso sulla diagonale palleggio – opposto dell’esperto asse Alonzo – Maggioni ed in banda del neo acquisto Caiffa. E’ proprio il turno di battuta dello “scugnizzo” a guidare il Maremola ad aggiudicarsi il set 25 a 13.
Il terzo set vede gli ospiti provare a rientrare nel match: il martello Gandolfi mette palla a terra in un paio di occasioni ed il centrale Callandrone blocca l’attacco pietrese firmando il pareggio sull’8 – 8. I turni di battuta di Poggio e Tognolo jr cercano con successo l’incerta ricezione varazzina e spaccano l’equilibrio della frazione. Un primo tempo perentorio di Tognolo sr sigla il 21 – 16 ed il set si conclude di lì a poco sul 25 – 17 per i padroni di casa.
Nella quarta frazione di gioco Paolo Robutti si affida in posto 2 all’esperienza di Maggioni che lo ripaga subito con un pallonetto vincente sul 5 – 4. Gli ospiti si giovano del prepotente ritorno dell’opposto Levati, unico fra i suoi in grado di sfondare con regolarità il muro del Maremola. I ragazzi del presidente Luca Robutti sembrano accusare la stanchezza e salgono gli errori gratuiti in fase di attacco. Paolo Robutti chiede ai suoi di variare il colpo in attacco e Maggi lo accontenta con uno dei suoi rarissimi pallonetti in zona 1. L’equilibrio prosegue per buona parte del set, Muscari prende campo con la ricezione in palleggio e l’ingresso di Lombardi coincide con il turno di battuta che segna il break per i padroni di casa, 16 – 13. Poggio si immola con una prodigiosa difesa segnando il bagher punto del 21 – 17. La volata finale è segnata dalla scaltrezza del mani-fuori di Caiffa sul 24 – 19, preludio del definitivo 25 a 20 a favore dei pietresi.
“Era importante portare a casa l’intera posta in palio – dichiara il raggiante presidente Luca Robutti – per cercare subito i punti salvezza e vedere se possiamo poi ambire ad una classifica più ambiziosa”.
“Per quanto concerne i singoli – prosegue – mi piace sottolineare la prova di Lorenzo Tognolo che può e deve dare continuità su questi livelli mentre l’importanza dei recuperi di Tardito e Poggio non la scopriamo certo oggi e le prestazioni odierne parlano da sole”.
Stuzzicato sulla “faraonica” campagna acquisti il presidente prosegue: “Quest’anno abbiamo completato la rosa con talenti di prim’ordine, stiamo inserendo gradualmente i nostri colpi di mercato. Penso che la freschezza di Caiffa e Lombardi unita all’esperienza di Alonzo possano veramente rappresentare un plus importante per il nostro campionato”.
Il Maremola ha schierato Enrico Tognolo (capitano),Thomas Alonzo, Lorenzo Tognolo, Andrea Maggioni, Salvatore Caiffa, Stefano Ravera, Federico Lombardi, Maurizio Poggio, Paolo Maggi, Andrea Tardito, Luca Robutti, Pietro Muscari.