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Nuovo Ospedale di Albenga: “Cittadini, preparatevi a cercare posti letto altrove”

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Nuovo Ospedale di Albenga: “Cittadini, preparatevi a cercare posti letto altrove”
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Nell’ASL 2 ci sono 4 ospedali, uno di questi è l’Ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga, il più nuovo, quello che ha il minor costo di manutenzione, quello che ha tutti gli impianti a norma di legge, quello che ha le 4 sale operatorie più nuove della regione e in Italia, con tecnologie moderne – tanto moderne da essere indicate come esempio dalla ditta che le ha realizzate anche all’estero -, quello che è in attivo e -non per ultimo quello che è costato 0,00€ alla Regione Liguria. Un ospedale realizzato con il 50% di fondi dello Stato e per il restante 50% con proventi derivanti dalla permuta dei beni immobili frutto di lasciti e donazioni e del territorio dell’Ambito 1 Albenganese!!!

Un ospedale in attivo grazie all’elevatissima produttività dovuta al rapporto tra le prestazioni erogate e il numero di operatori sanitari impiegati. Numeri che forse, per alcuni sono “scomodi” da dichiarare! Si, perché 1 milione di esami di laboratorio l’anno con 2 dirigenti medici ed un terzo dirigente in prestito è incredibile.

Si, perché 50 mila prestazioni di radiologia con 7 dirigenti sono incredibili. Si perché 30.000 accessi al Pronto Soccorso con un organico di 6 persone sono incredibili. E ancora, altre 15.000 prestazioni dell’ambulatorio di ortopedia, di cui il 30% sono traumatologiche, con un organico di 5 ortopedici che effettuano inoltre circa 500 interventi programmati e 350 in traumatologici d’urgenza, 12.000 sono le prestazioni dell’ambulatorio di chirurgia con soli 4 infermieri professionali. Ammontano a 1300 gli interventi operatori di chirurgia generale con 8 dirigenti medici.

L’Oculistica esegue 13.000 prestazioni ambulatoriali più 1.300 interventi chirurgici con 5 dirigenti medici. 1500 sono gli esami endoscopici con un solo endoscopista. Evidentemente all’Ospedale di Albenga sono matti: lavorano troppo, …e allora? Come intendono premiarli? riducendolo e penalizzandolo!

Si, questi sono i numeri delle prestazioni che si effettuano in questo ospedale che è al servizio del suo territorio dal 1500, un ospedale voluto prima di tutto dagli abitanti del comprensorio albenganese e costruito con i beni e i lasciti degli abitanti di questo luogo. Formatosi per opera delle confraternite che non avrebbero certamente immaginato che oggi potesse rischiare di servire a degli imprenditori privati per far profitti!!!

Il primo vero segnale negativo è stato l’affido a privati del reparto di artoprotesi, i cui costi ammontano a 6,5 milioni di € l’anno per 9 anni da corrispondersi a operatori privati, sperando di ottenere un successivo risparmio nelle fughe di pazienti verso altre regioni…Una logica davvero singolare!

Ma la prossima vera emergenza con l’inizio dello smantellamento e della riduzione dell’offerta sanitaria, avverrà da gennaio, quando chiuderà il reparto di ortopedia la cui attività non sarà sostituita da nessuno, meno che mai dagli ortopedici privati che si occuperanno di interventi programmati arto-protesici, lasciando sguarnita la traumatologia. La Day Surgery chiude per 3 mesi, dopo si vedrà. La Chirurgia perde 6 letti. È evidentemente in atto una manovra che tende a svuotare l’Ospedale lasciando i presidi di base (ortopedia e chirurgia) per poi procedere ad una sistematica e –a quanto pare – già programmata privatizzazione semi totale, trasformando un ospedale completo e pubblico con una clinica privata con un offerta sanitaria alla popolazione di 60.000 persone inferiore!!! Indiscrezioni piuttosto accreditate indicano pure come prossima privatizzazione il reparto di Oculistica, nonostante il reparto pubblico attuale ad Albenga costituisca da sempre un eccellenza, richiamando pazienti anche da fuori regione!!!!

Dove andranno quegli utenti che recatisi al Pronto Soccorso per un trauma osseo avranno necessità di ricovero? Non certamente a Pietra Ligure, perché già oggi più che saturo in condizioni normali, figuriamoci dopo la chiusura di Albenga. Dovrà quindi recarsi a Savona, ma anche lì hanno pochi letti e pochi medici ortopedici, quindi dovrà viaggiare per la regione in cerca del posto letto. La Croce Bianca di Albenga, nobile istituzione, ricca di volontari, dovrà trasferire questi traumatizzati in giro per tutta la Liguria e ahimè crediamo anche fuori regione, perché Torino (177Km) è più vicina di La Spezia (191Km,). E’ questo il modo con cui si intende gestire e curare e salvare i nostri anziani anche dell’entroterra? Chi non avrà necessità di ricovero urgente sarà messo in lista di attesa ma con ovvio aumento dei tempi che già sono oltre l’anno, quindi arriveremo sui 2 anni. Paradossalmente i più finiranno per cercare in un’altra regione con ovvia successiva compensazione e quindi in barba al tentativo di bloccare l’emorragia di malati e di denaro verso le altre regioni.

Ma allora perché chiudere, ridurre, svendere o privatizzare l’unica struttura sanitaria in attivo e nuova della Provincia? Di che entità sono i passivi delle altre strutture? E da quanti anni persistono nel loro passivo? Quale legge di mercato permette di svendere l’azienda che da più attivo per tappare i buchi di quelle in perdita? Non sarebbe più saggio ridurre le spese lì dove sono le perdite e potenziare la struttura nuova e in attivo?

Cerchiamo di essere propositivi e seri. Non sarebbe più saggio e razionale, integrare le capacità delle due strutture ottimizzandone le capacità e le vocazioni? Al Santa Corona ci sono delle eccellenze assolute ubicate e costrette a lavorare in palazzine poco meno che fatiscenti e dagli elevatissimi costi di manutenzione e gestione. Al Santa Maria di Albenga ci sono piani interi nuovissimi e vuoti. Non sarebbe più logico e più pratico per ridurre le spese dell’Asl 2 razionalizzare in primo luogo la gestione delle infrastrutture, trasferendo nei nuovi spazi di Albenga che ora sono liberi e vuoti reparti che a Pietra Ligure operano in condizioni strutturali disagevoli? Chi ha interesse a lasciare vuoti interi piani dell’Ospedale di Albenga e per quale motivo? ..Forse per decretarne un ovvio utilizzo da parte dei privati?

Alcuni esempi: attualmente risultano non occupati il 4° piano lato levante per intero e parte del lato ponente. Al posto dell’Ortopedia sarà lasciata libera un ala. Delle 4 sale operatorie nuovissime oltre a quelle realizzate dai privati ortopedici pe ri loro scopi) ora, incredibilmente se ne utilizzano soltanto 2 full-time: che senso ha avere le migliori sale operatorie d’Italia sotto-utilizzate?

E poi perchè non utilizzare al meglio il polo Pietrese con un indirizzo sull’ammalato acuto e al trauma, visto che esiste un Trauma center, un DEA di II livello, una Neurochirurgia, l’ U.T.I.C., Chirurgia Vascolare, Ostetricia, Rianimazione, Neuro Diagnostica, Centro immunotrasfusionale, e indirizzare l’Ospedale di Albenga verso un target di elezione con Ginecologia, Day Surgery, Dialisi, Gastroenterologia, Rianimazione, Chirurgia e Ortopedia di elezione, Oculistica e Otorino di elezione?

Liberando il Santa Corona dal carico dell’elezione ci sarebbe maggiore disponibilità delle sale operatorie per gli acuti e, d’altra parte, le sale di Albenga, nuovissime, potrebbero essere utilizzate al meglio per gli interventi di elezione. In questa maniera si eviterebbe di intasare l’uno per la chiusura dell’altro e sarebbe mantenuta una identità propria con un vocazione precisa che nel tempo i due ospedali si sono costruita: radicazione nel territorio per Albenga e cure per gli acuti a Pietra Ligure.

Ma tutto cio’ che oggi è razionale non è nei piani dei programmatori sanitari. L’ipotesi più accreditata è quella che Savona intenda appropriarsi delle specialità ora a Santa Corona per scippare il DEA di 2 Livello lasciando morire il nosocomio pietrese senza nemmeno realizzare il tanto decantato monoblocco nonché trasformando l’ospedale di Albenga in una clinica privata convenzionata. Il tutto in barba alle esigenze della popolazione e alle tasse che corrisponde.

Albenga E’

Redazione
11 Novembre 2011 alle 14:38
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