
Ponente. Temporali provenienti dal mare e onde che divorano gli arenili: insieme al rischio frane, è quello delle mareggiate il problema più importante che si trovano a dover affrontare amministratori pubblici e, soprattutto, i proprietari di stabilimenti balneari.
“Le forti mareggiate di scirocco hanno provocato danni derivanti dall’erosione delle spiagge, in particolare da Alassio e Varazze – dice Enrico Schiappapietra, presidente provinciale del Sib, sindacato italiano balneari – Al contrario gli stabilimenti sono stati colpiti in minima parte. Il guaio più grosso deriva dal fatto che il litorale è praticamente ‘scomparso’ e che su di esso campeggiano tronchi e legnami scesi dai rii”.
“Le cittadine piuù colpite sono Albisola, Noli, Varazze e Alassio – continua Schiappapietra – I danni ai privati ammontano a circa 400 mila euro, per quelli agli arenili si parla di milioni. O avremo la fortuna di assitere a mareggiate che sistemino naturalmente le nostre spiagge oppure dovremo spendere. Certo è che leccarsi le ferite a posteriori non va bene. Bisogna innanzitutto pulire rii e torrenti a monte. Tagliare alberi e arbusti e poi lasciarli negli alvei dei fiumi con il conseguente trascinamento a valle in caso di maltempo non va bene e comporta per noi costi insostenibili”.
Intanto i balneari liguri si riuniranno il prossimo 10 novembre a Varazze, presso l’Hotel El Chico, per fare il punto sulla situazione delle concesioni demaniali (“non siamo aziende a scadenza”, tuona il presidente provinciale Sib) e per affrontare questa nuova emergenza. “Si parla tanto di destagionalizzazione e poi arrivano questi fenomeni, di certo eccezionali, ma che non siamo nelle condizioni di affrontare. Dobbiamo lavorare per essere operativi sempre: dopotutto, in montagna, i turisti vanno a sciare e riescono a raggiungere le strutture anche in caso di neve: ecco, da noi deve succedere lo stesso”.