
Savonesi, indirizziamo la presente risposta ai membri dell’ennesimo comitato giacobino e, per conoscenza, agli uomini liberi tutti. Con la presente stiamo a chiarire la nostra posizione in merito alle accuse pervenuteci via web circa eventuali atti riconducibili a forme di xenofobia. Lo facciamo affrontando la cosa col sorriso, come è nostra abitudine ogniqualvolta ritroviamo il nostro buon nome infangato dalla bile di chi non ha ancora perso il vezzo d´autoproclamarsi giudice della pubblica morale.
Corrono davvero brutti tempi per Savona se si adoperano in forma d´armi le associazioni di chi, a parole, rappresenterebbe ben altro che la politica mentre i preposti partiti tacciono. E’ forse il caso di dire che certi sodalizi guerreggiano per spodestare chi è democraticamente chiamato a rappresentarli? Già sei mesi fa avevamo seguito la sibillina formazione di detto collegio con estremo interesse.
“E proprio per questo, se saremo nuovamente chiamati ad amministrare Savona, l’impegno sarà quello di inserire nel regolamento comunale una norma precisa che preveda, per la concessione degli spazi istituzionali comunali a partiti e movimenti, la più ferma adesione ai valori dell´antifascismo” così tuonava il Sindaco Berruti sulle colonne di tutti i giornali locali.
Considerato che, per gli odierni paladini del cosiddetto antifascismo, anche un personaggio come Berlusconi, per il solo fatto di esser il loro maggiore avversario, debba necessariamente esser ricondotto all´ideologia di Mussolini, la questione ci aveva non poco turbato.
Nell´attesa di veder nuovamente riempiti i muri con liste di proscrizione indicanti i nostri nomi passavamo notti insonni nell´auspicio di non sentire le guardie rosse sul limitare delle nostre case.
Venendo ad oggi, trascorsi febbrilmente questi primi periodi, possiam affermare d´esserci accorti che il comitato opera funzioni di studio e non di temuta guerriglia.
Purtroppo non ci è dato conoscere il livello delle analisi operate dall´assise in oggetto. Il riferimento alla stigmatizzazione circa la nostra protesta contro il campo rom della Fontanassa ci fornisce comunque ulteriore possibilità di chiarimento. La Destra ha iniziato una campagna di sensibilizzazione sui costi connessi al mantenimento della comunità rom e, nel contempo, sulla precaria condizione di chi, cittadino italiano e savonese, non possiede un tetto sulla propria testa. Il problema dell´emergenza abitativa a Savona tocca ben 600 cittadini. E´ possibile, ci domandiamo, che il Comune preferisca mantenere a nostre spese e abusivamente una comunità allogena che non intende integrarsi piuttosto che pensare ai suoi cittadini?
I maligni, che per loro stessa natura sono riconducibili al male assoluto, parlerebbero di possibili interessi nel difendere il campo rom in termini di voti alle comunali. Detta comunità allogena non soggiorna forse a nostre spese nella nostra città da circa 30 anni? Tale status, seppure illegale in termini di sistemazione, non concede ai suoi membri di partecipare al voto delle suddette tornate amministrative?
I ragazzi di Gioventù Italiana hanno voluto far conoscere questa problematica taciuta affiggendo piccoli cartelli stradali raffiguranti un omino che ruba il portafoglio all´altro. La scritta presente sul manufatto dovrebbe diradare ogni possibile nebbia: “Pericolo zingari. Il Comune li mantiene coi tuoi soldi, controlla il tuo portafoglio!” cosicché l’omino che ruba è il Comune mentre il derubato è il savonese.
Da qui abbiamo iniziato a parlare della nostra proposta per risolvere il problema della prima casa di proprietà: il Mutuo Sociale. Proposta che già nel Lazio trova da pochissimo applicazione proprio grazie al nostro partito.
E veniamo al resto. Extracomunitario anziché straniero. Già una miglioria, si potrebbe dire, per i salotti radical chic. Ma a Savona no. I signori della nuova tolleranza da dizionario rosso non ci stanno. Un po’ come il celeberrimo e altrettanto linguisticamente deprecabile nero anziché negro. Basterebbe domandare a quel circolo di reazionari che è l’Accademia della Crusca, ahinoi deputata alla difesa della lingua italiana. E’ possibile che identifichino il volgare di Dante coi deprecabili sacri confini? Timorosi di queste nefaste eventualità desideriamo farci delatori degli amici della locale gauche caviar e comporre per loro liste di proscrizione indicanti chi, ancor oggi, impunemente chiama spazzini gli operatori ecologici. Strano che i seguaci dell´aspirante dittatore di quello che per noi è lo stato libero di Padanas tacciano questa situazione intollerabile, sarà che tra i 600 savonesi alcuni di loro non sono natii delle verdi valli del Po´? Ma i razzisti, si sa, per i guardiani della democrazia a senso unico, siam solo noi.
Vogliamo infine ricordare al Comitato quel che, sfuggito nella possibile fretta dettata dal rigurgito d´acredine, si è dimenticato di stigmatizzare a nostro sfavore. Parliamo di tutte le nostre precedenti iniziative. A partire da quella per l´acqua pubblica arrivando fino alla protesta sui 100 milioni di euro che 66 anni di gloriosa sinistra di marca sovietica è benemeritamente riuscita a far ereditare a noi tutti.
Sfruttiamo l’occasione per render noto che è comunque nelle nostre corde organizzare, mettendo a completa disposizione i locali della sede provinciale de La Destra di Via Famagosta, una tavola rotonda sulla storia taciuta dall’antifascismo militante, rivolta ai membri dell’Anpi e a tutte le altre associazioni che si occupano di reducismo. Il dialogo è nel nostro stile e anche per questo riteniamo ingiusto che detto comitato si sia riunito, seppur pubblicamente e avvalendosi di una istituzione che dovrebbe rappresentare noi tutti, senza farcene menzione. Temono forse costoro un possibile confronto? Sono loro emuli della Spectre di James Bond? Ritiene il Comune di Savona d´esser partito e non più istituzione?
Alberto Viola
Presidente Provinciale LA DESTRA Savona