
Savona. L’idea del nuovo stadio savonese, pur finita nel tritacarne dei sogni infranti biancoblù, in realtà non è sparita. A rivitalizzarla, con le dovute cautele, il sindaco Federico Berruti: “La prospettiva per la città rimane – evidenzia – Credo che lo sviluppo del Campus, la riqualificazione del quartiere e la possibilità di trovare risorse private-pubbliche, in circostanze meno tese di queste, siano occasioni per Legino e tutta la comunità. Attualmente è in dirittura d’arrivo in Provincia l’approvazione del Puc e per evidenti motivi il Savona Calcio non è incluso come interlocutore per questo distretto di trasformazione”.
“L’idea del nuovo stadio – prosegue Berruti – nasce da considerazioni sportive, ma anche di riqualificazione. L’attuale Bacigalupo rappresenta un’impianto ormai obsoleto: ingombra molto sia come sedime sia verticalmente. Abbiamo un grande ingombro di territorio per un utilizzo fatto di piccoli numeri”. Ossia, a fronte di una capienza di circa 4 mila persone, un migliaio a media di spettatori effettivi a partita.
“L’intento – spiega il sindaco – è quindi di sostituirlo con un impianto più piccolo, moderno e multifunzione che possa ospitare diverse attività sportive ed eventi di spettacoli dal vivo. Il tema del nuovo stadio rimane. E in parte prescinde dalla categoria in cui militerà la squadra calcistica. In questi anni si è ragionato in termini di capienza ottimale rispetto alle ambizioni del Savona Calcio. Continueremo a farlo con il nuovo Savona Calcio e l’intera comunità sportiva savonese”.
“Il Puc prevede la trasformazione dell’area adatta allo sviluppo del Campus universitario e alla riqualificazione degli impianti sportivi in particolare con la realizzazione del nuovo stadio – ricorda Berruti – Questa previsione urbanistica non prevede soggetti specifici, anche se in questi anni è stato naturale discutere della prospettiva con la società del Savona Calcio e del resto continuerebbe ad essere naturale se la gestione versasse in condizioni ordinarie. Ora le vicende hanno fatto venire meno un interlocutore: vedremo cosa accadrà”.
Per la società, intanto, la matassa contabile e legale con la voragine debitoria da un milione e mezzo di euro si presenta sempre complicata. Sulla vicenda ha voce in capitolo l’attuale titolare delle quote di maggioranza: il broker Fausto Lipari, detentore del 66% delle quote della General Brokings 1996, la società titolare per il 97% del Savona Calcio (ne redige un ritratto un articolo di “Repubblica”: “un affarista romano che neppure un anno e mezzo fa era finito in carcere, il fascicolo è ancora pendente, a Perugia nell’ambito di un’inchiesta per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro, alla truffa, allo spaccio di cocaina”). Eventuali acquirenti (sinora sbandierati, ma mai identificati) dovrebbero rivolgersi in via principale a Lipari, quindi a Enrico Serafini e al presidente post-Pennisi, Fabrizio Oggianu.
Per il sindaco Berruti la via del fallimento è inevitabile. “Siamo spettatori attenti – sottolinea il primo cittadino – Non c’è altra prospettiva se non una procedura concorsuale, anzi ritengo che si sia già perso molto tempo. L’intervento a favore della società e del settore giovanile sarà possibile, da parte degli sponsor, se questo non avverrà all’interno di una pratica fallimentare che garantisca il rispetto delle norme e offra sicurezza agli investitori che fanno uno sforzo finanziario legandolo ad un obiettivo preciso: sostenere l’attività sportiva”.