
Savona. “Dal momento della sua elezione il consigliere provinciale Caviglione, più volte sollecitato a confrontarsi col partito, mai ha inteso la sua carica al servizio del partito stesso, preferendo sempre non rispondere ad alcuno e perseguendo un’illogica scelta di autogestione”. Con queste parole il consigliere regionale dell’Idv Stefano Quaini risponde alle critiche sollevate dal consigliere provinciale Marco Caviglione, approdato in Provincia nel gruppo misto.
“Essendo completamente incapace di dialogare su alcun tema e ritenendo di essere autosufficiente e di avere sempre la verita’ in tasca, ha nei fatti dimostrato di non avere la minima capacita’ di portare avanti alcuna linea locale e nazionale del partito, come del resto avviene in ogni partito che ha cariche e vertici eletti democraticamente”.
“Tale logica di assenza continuata ed ottusa di confronto lo ha portato politicamente su un binario morto, preferendo criticare senza ascoltare ed assumendo un atteggiamento sprezzante contro i vertici savonesi, regionali e nazionali”.
“La sua visione manicheista del bene e del male e gli insulti portati ai vertici liguri di Idv sono vergognosi e ci chiediamo come mai da subito non abbia pensato a dimettersi, piuttosto che coprire di ridicolo un partito che gli ha dato comunque visibilita’ e la possibilita’ di dire e fare sempre quello che ha voluto, cosa che in altri partiti non gli sarebbe stato di certo consentito infatti chiunque da tempo lo avrebbe cacciato senza tanti complimenti”.
“Evidentemente il pensiero politico di Caviglione e’solamente teso all’autoincensazione ed all’insulto gratuito di chi non la pensa come lui. Caviglione ha manifestato piu’ d’una volta il suo disprezzo per i colleghi di partito in una incomprensibile e superficiale crociata contro non si sa bene chi, e tutti gli elettori di Idv devono sapere che il consigliere in occasione della campagna elettorale per le amministrative a Savona si e’ rifiutato di candidarsi e di aiutare il partito a raccogliere le firme necessarie per presentare la lista”.
La Pdl-izzazione del partito, cosa da lui asserita, e’ solamente presente nella sua testa, infatti lui di certo al partito non ha portato ne’ iscritti ne’ consensi, lavorando duro per denigrare l’Idv e tutta la sinistra con le sue prese di posizioni ostili a tutto e tutti, favorendo di certo la gente a fuggire dalla sinistra per rivolgersi ad altri lidi”.
“Il gruppo dirigente di Savona ha fatto l’opposto, raccogliendo nuovi iscritti ed amministratori provenienti dall’area tipicamente di sinistra, dal centro ed in minima parte dall’area di centrodestra. Su 150 nuovi iscritti tre provengono dalla destra e non hanno mai avuto simpatie per il ventennio di certo, ma provengono dal partito liberale. Uno di questi ha avuto il nonno partigiano e deportato in campo di concentramento quindi prima di affermare delle banalita’ si informi bene e si studi la storia per evitare di cadere in superficialita’ e speculazioni di bassa lega”.
“Il suo, e di altri amici suoi, continuo tentativo di diffondere fango affermando che il sottoscritto arruola nella destra estrema e’ una baggianata infame, essendo antifascista ed iscritto all’Anpi, infatti la quota degli iscritti che fa a me riferimento proviene nella stragrande maggioranza dalla sinistra radicale e dal sindacalismo di base, quindi delle sue patenti di democrazia ne faccio volentieri a meno ed anche delle sue oculate bugie colossali e strumentali che non gli fanno onore”.
“Vada invece a ripassare passato e collocazione politica di alcuni amici suoi, dove di sorprese ne trovera’ di certo, in quanto ad affiliazione ad AN, che non mi risulta quale partito dell’area di sinistra.
“Inoltre nella sua ricostruzione delle elezioni comunali di Loano e la scelta dei candidati (tra cui due giovani poco piu’ che ventenni) ha portato ad un ottimo risultato, che in caso di vittoria avrebbe portato all’elezione di un consigliere o due , ma che ha comunque fornito la possibilita’ di avere un gruppo di persone serie coordinate da Massimo Cereda che stanno lavorando benissimo per il partito” conclude Quaini.