
Savona. Concentrare le risorse su lavoro, imprese, giovani e per promuovere il territorio savonese e i suoi prodotti. Cogliere le grandi opportunità di consolidamento e sviluppo che rappresentano l’unica strada a disposizione del sistema economico savonese per uscire da un momento di grande difficoltà. Sono gli obiettivi di fondo della relazione previsionale e programmatica della Camera di Commercio di Savona per il 2012 illustrata dal presidente Luciano Pasquale e approvata all’unanimità oggi dal Consiglio Camerale riunito a Palazzo Lamba Doria.
Concentrare, perché le manovre finanziarie hanno colpito duro, riducendo le disponibilità, ma continuando comunque ad investire nell’economia reale perché le imprese devono essere aiutate a superare, senza traumi, antiche e nuove debolezze. I numeri sono allarmanti. Il numero delle imprese attive in provincia (28.711 al 30 giugno 2011) è per la prima volta, negli ultimi anni, in calo, sia pur lieve (-0,6%), con flessioni più accentuate per le attività finanziarie e assicurative (-3,4%), l’agricoltura (-2,4%) e i trasporti (-2,2%). Il segno meno interessa anche il commercio (-1,2%), le attività manifatturiere (-0,8%), il settore alberghiero e della ristorazione (-0,7%). In controtendenza le imprese artigiane che sfiorano quota 10 mila (9.884 unità, +0,5% in un anno) grazie alla crescita delle imprese edili (+1,3%) che costituiscono ormai oltre la metà (52%) delle aziende artigiane della provincia.
“Caratterizzata da un’età media molto elevata – ha sottolineato il presidente Luciano Pasquale -, la provincia di Savona ha un alto tasso di inattività: le forze di lavoro erano nel 2010 soltanto il 46,3% della popolazione. Se agli inattivi si aggiungono le persone in cerca di occupazione, si può constatare che nella nostra provincia lavorano solo 4 persone su 10. E la situazione, nel corso del 2011, si è ancora aggravata: ad agosto gli iscritti al collocamento sono aumentati, rispetto all’anno precedente, del 10%, salendo da 17.267 a 19.003. In una situazione che appare al limite dell’allarme sociale, diventa vitale l’aiuto alle imprese – soprattutto quelle di piccole dimensioni, meno strutturate e solide – per evitare che chiudano o che siano costrette a dolorose riduzioni di personale”.
“Nel 2012 – ha spiegato Luciano Pasquale – proseguirà la politica camerale di sostegno alle micro, piccole e medie imprese nell’accesso al credito attraverso la concessione di contributi finalizzati a rafforzare le garanzie dei Confidi. Un impegno che sarà ulteriormente potenziato con il progetto microcredito, che intendiamo trasformare in un piccolo Piano Marshall per l’economia savonese. L’intervento camerale verrà realizzato in convenzione con i Confidi e sarà in particolare finalizzato a sostenere la nuova imprenditorialità, offrendo garanzie a favore di chi innova, di chi è nel sociale, delle imprese prevalentemente femminili e dei giovani imprenditori”.
Giovani che rappresentano una grande risorsa di questa provincia ma anche un altrettanto grande problema. Intanto sono pochi: gli under 14 savonesi rappresentano solo l’11,3% della popolazione, a fronte del 14,1 della media nazionale. Pochi, eppure strategici per la crescita del sistema economico. “La Camera – ha annunciato il Presidente – destinerà risorse su iniziative mirate ad avvicinare la formazione scolastica all’offerta di lavoro proveniente dalle imprese locali, utilizzando strumenti quali l’orientamento al lavoro e alle professioni, l’alternanza scuola-lavoro ed il sostegno al Campus Universitario di Savona. Con l’obiettivo di costruire un rapporto efficace tra giovani e imprese e di rendere coerenti i percorsi formativi e le professionalità richieste dal mercato”.
Dalla relazione emerge una complessiva strategia di difesa e di rilancio della vocazione imprenditoriale della provincia, anche se ben altre risorse dovranno essere impegnate e spese sul territorio per creare nuovo valore aggiunto e nuova occupazione. La Camera di Commercio di Savona segue con attenzione lo sviluppo delle iniziative intorno ai progetti avviati (Maersk, Tirreno Power, Piaggio, Ferrania, Acna, Aurelia bis, raddoppio ferroviario, investimenti portuali ed altri), e vi intravede, oltre all’evidente occasione di potenziare le dotazioni infrastrutturali della provincia, l’opportunità di consolidare, rendere competitive e sviluppare, intorno ai grandi lavori, un diffuso e solido sistema di imprese.
“La proposta che intendiamo definire – ha detto il presidente Pasquale – è incentrata sulla strategia dell’aggregazione in rete, che può essere un utile strumento per migliorare la ricaduta dei grandi investimenti sul sistema locale e favorire la riqualificazione delle piccole e medie imprese. Con la creazione di una rete possono essere realizzati progetti industriali e commerciali comuni, acquistare potere contrattuale con gli operatori economici, pubbliche amministrazioni e banche, contrastare la dispersione delle filiere di subfornitura e così via”.
Altra “area strategica” per la Camera è il turismo, declinato soprattutto come promozione e commercializzazione, in un disegno che prevede una stretta collaborazione con enti pubblici, con soggetti privati e con le associazioni. L’obiettivo è di costituire e rendere operativo nel corso del prossimo anno un “soggetto” in grado di gestire in modo sistemico e professionale l’offerta di servizi e prodotti connessi alla destinazione turistica.
La relazione previsionale e programmatica 2012 – 19 pagine che spaziano dalle azioni rivolte verso l’esterno all’attività di istituto (sportello unico per le attività produttive, semplificazione amministrativa, mediazione obbligatoria, vigilanza e controllo) – contiene inoltre alcune riflessioni sull’organizzazione degli uffici, sul patrimonio camerale e sulle Aziende Speciali. E’ tra l’altro previsto l’ampliamento e il potenziamento dei laboratori e delle attrezzature operanti presso la sede di Albenga.