
Vado Ligure. C’è apprensione tra gli operai dello stabilimento Bombardier di Vado Ligure: la stessa preoccupazione che ha informato lo stato di agitazione e le proteste dei giorni scorsi, acuita dalle parole dell’assessore regionale Enrico Vesco, che ha affrontato di petto la questione dei tagli al trasporto ferroviario. “Lo stato dell’arte attuale ha conseguenze disastrose” fa eco Alberto Lazzari della Fiom Cgil. “Si tagliano le commesse, saltano le gare, si tagliano i treni. Ecco quello che sta accadendo: si penalizza il trasporto su rotaia e si soffoca l’industria del settore”.
Ma c’è una ripresa della fiducia per l’insediamento del nuovo governo. “C’è attesa perché il premier Monti e i nuovi ministri comincino ad operare, occorre che entrino nel pieno delle loro funzioni. Attendiamo un nuovo provvedimento di finanza pubblica che stanzi risorse adeguate per il trasporto: siamo fermi al maxiemendamento del governo Berlusconi che ha cancellato 400 milioni di euro di finanziamenti. Siamo invece soddisfatti per il fatto che Monti abbia parlato chiaramente di strategicità delle infrastrutture” aggiunge Lazzari.
“Non abbiamo bisogno di provvedimenti fatti con il pallottolliere. Siamo tutti d’accordo che bisogna far quadrare i conti, ma bisogna anche pensare allo sviluppo. Non è tagliando i servizi importanti ai cittadini e distruggendo il trasporto ferroviario che si fa sviluppo e rilancio” specifica l’esponente sindacale.
La Bombardier si trova con le commesse delle locomotive E464 ridotte di 30 unità e la sospensione della gara nazionale per la fornitura dei nuovi treni regionali. Se l’idea di lavoratori e sindacati era quella di andare a Roma per la protesta, con il cambio di governo si torna alla persuasione: “Riteniamo di andare a Roma ugualmente – spiega Lazzari – fiduciosi che il nuovo esecutivo dia ascolto alle ragioni del trasporto pubblico e dell’industria ad esso correlata, e per sensibilizzare partiti e opinione pubblica”.