
Savona.Dopo la tappa genovese di stamane sotto le sede della Regione Liguria è arrivata oggi a Savona la protesta del comparto dei balneari. Nel pomeriggio una delegazione è intervenuta durante il consiglio provinciale per manifestare contro la direttiva Bolkestein, che stabilisce regole quadro per la liberalizzazione dei servizi balneari e l’eventuale messa in vendita dei beni demaniali degli Stati membri.
Il presidente provinciale dei bagni marini, Enrico Schiappapietra ha riferito i numeri del comparto dei balneari sottolineando il momento difficile in cui sta vivendo il settore: “1300 nella regione Liguria, 600 imprese in provincia di Savona. Ci sono circa 4 o 5 mila persone che rappresentano le famiglie che lavorano in uno stabilimento balneare e se aggiungiamo il numero dei dipendenti diamo lavoro a circa 15 mila persone”.
Il Consiglio regionale aveva approvato stamane all’unanimità un ordine del giorno che impegnava il presidente della Giunta ad attivarsi per ottenere dalla Unione Europa una deroga per evitare ai titolari di concessioni balneari l’obbligo di una gara pubblica per i rinnovi.
“L’unanimità è un segnale di condivisione politica ampia per il sostegno a questa problematica e dimostra quale sia la strada che dobbiamo percorrere” prosegue Schiappapietra.
“Abbiamo bisogno del sostegno di tutte le amministrazioni, locali, provinciali e regionali perchè vadano a stimolare il governo tecnico per andare a difendere in Comunità Europea un comparto economico che in questi anni ha dato molto in termini occupazionali e di crescita del territorio” conclude Schiappapietra.
“Stiamo rasentando la follia, da anni imprenditori investono in qualità per il turismo del nostro territorio e hanno dato la possibilità a noi di presentare la provincia di Savona come meta turistica. Le imprese balneari rappresentino il settore trainante di questa provincia. Noi siamo una provincia che ha un meraviglioso entroterra, siamo una provincia che vuole destagionalizzare, siamo la provincia dell’outdoor, noi possiamo mettere tante altre frecce
al nostro arco ma la freccia principale si chiama prodotto mare. Prodotto mare è quel prodotto che ci consente di vedere milioni di presenze, è quel prodotto di qualità, è il prodotto che ha
generato dieci bandiere blu sulle nostre coste permettendoci di diventare leader in questo settore”.
“Gli imprenditori balneari, non i concessionari, ma gli imprenditori balneari hanno investito denaro, aspettative, hanno investito le proprie vite sul demanio. Oggi le imprese balneari non hanno prospettive, sapendo che non hanno il tempo per ammortizzare le loro spese, dato che non si tratta di un prodotto delocalizzabile” afferma il presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza che durante il consiglio provinciale ha presentato l’ordine del giorno a sostengo del comparto, approvato all’unanimità prima della sospensione della seduta.
“Non ci possiamo permettere che gli imprenditori non abbiano le dovute prospettive, poiché proprio questi stessi imprenditori reggono le economie di tutto il nostro territorio, se tra tre anni dovessimo aprirci totalmente ai saldi, non vorremmo che i nostri stabilimenti diventassero la più grossa lavatrice di denaro di dubbia provenienza del paese”.
“Non so questo governo cosa vorrà fare, spero che venga presa in considerazione questa protesta, non sono contento di ciò che è stato fatto dal governo precedente. Bisogna agire al più presto, stiamo parlando di 600 aziende, migliaia di posti di lavoro queste persone si aspettano che venga riconosciuto loro un diritto, saremmo pessimi amministratori se non ci facessimo interpreti di questa protesta” conclude Vaccarezza.