
Regione.Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna il presidente della Giunta ad attivarsi per ottenere dalla Unione Europa una deroga per evitare ai titolari di concessioni balneari l’obbligo di una gara pubblica per i rinnovi.
Il documento invita la giunta a mettere in atto tutte le necessarie iniziative “perché sia dichiarata una deroga dall’ Unione europea per escludere dall’evidenza pubblica le imprese turistico ricettive”. Inoltre, chiede che, ci si attivi, in sede di Conferenza Stato Regioni e in forma autonoma nei confronti del Governo nazionale e dell’Unione europea, perché sia approvato dal senato il testo della legge comunitaria 2020 così da eliminare la procedure a infrazione”.
Il documento sottolinea che esiste il rischio “della distruzione di un settore economico vitale per l’economia ligure e fondamentale per conservare e accrescere la capacità di attrazione del turismo balneare, risorsa indispensabile per il turismo”. L’ordine del giorno chiede inoltre che la Giunta convochi urgentemente i parlamentari eletti nella circoscrizione del Nord Ovest affinché sostengano tali iniziative.
Stamattina una delegazione di balneari, soltanto a poche ore di distanza dalla pacifica invasione di sdraio e ombrelloni a Bruxelles, è arrivata sotto la sede della Regione a Genova, ritrovandosi fianco a fianco con i pendolari intenti anche loro a far sentire la loro voce in piazza De Ferrari. I balneari scesi in piazza sono circa duecento e il messaggio è sempre lo stesso: dire “no alle aste, sì alla deroga” alla direttiva Bolkenstein che liberalizza i servizi in Europa e vieta il rinnovo automatico delle concessione demaniali, imponendo che queste vengano messe all’asta ogni sette anni.
Il Consiglio regionale, inoltre, ha approvato all’unanimità un altro ordine del giorno bipartisan che impegna sempre la Regione ad intraprendere iniziative immediate a sostegno degli operatori del settore turistico balneare e, in particolare, a chiedere al Governo nazionale la dichiarazione dello stato di emergenza per far fronte alle difficoltà più urgenti e per intervenire nelle zone maggiormente colpite dalle mareggiate e dai venti forti. I due documenti sono il risultato soprattutto della riunione che si è svolta durante la sospensione dei lavori dell’Assemblea.