
Regione. Cambia e si ridefinisce la legge Ruggeri sulla salvaguardia delle strutture alberghiere. Legame con la programmazione urbanistica decennale, premi volumetrici, snellimento delle procedure burocratiche, possibilità per le strutture più deboli di riqualificarsi autofinanziandosi con la conversione di quote in residenziale o commerciale. Questi i punti cardine del testo varato oggi dalla giunta Burlando, base per il disegno di legge che sarà pronto fra alcune settimane.
La cosiddetta salvaguardia (la legge regionale aveva previsto il censimento degli alberghi e l’imposizione del vincolo di destinazione d’uso ricettivo) viene sciolta dal concetto di “permanente” e viene invece collegata alla programmazione urbanistica comunale, di fatto ad un ciclo di vita di 10 anni. “Viene così specificato un criterio di natura programmatoria-urbaninistica, come si fa per le più svariate tipologie di immobili, si pensi solo ai capannoni industriali – spiega l’assessore ligure al turismo Angelo Berlangieri – Il processo di salvaguardia degli immobili classificati come alberghi non è più eterno, ma viene legato alla pianificazione pubblica. Questa è un’importante razionalizzazione”.
“Abbiamo poi previsto percorsi semplificati nelle procedure, anche nel caso in cui gli enti si rivelino inerti, e abbiamo aperto la strada a soluzione abbreviate con i Suap per le dichiarazioni – prosegue Berlangieri – C’è così uno snellimento che fa bene all’economia di tutti. Ma abbiamo anche contemplato sistemi correttivi per i Comuni, per evitare che dopo dieci anni non ridefiniscano le strutture. Insomma, è stata dettagliata una serie di criteri per normare la situazione attuale e spronare il sistema competitivo della ricettività, anche dando la possibilità di aumenti volumetrici”.
Una novità cruciale della delibera di giunta è la possibilità, in determinati casi, di trasformare una parte dell’immobile e monetizzare, ma solo per finanziare il recupero della restante parte ad uso alberghiero. “Vale per quegli immobili che necessitano di interventi importanti e che sarebbero fuori mercato o costretti a chiudere – spiega l’assessore – se l’impresa non può affrontare la spesa per la riqualificazione, potrà convertire una parte dell’immobile a residenziale e commerciale per finanziare il recupero dell’altra parte alberghiera”. Una soluzione che potrà essere adottata soltanto in casi definiti, per esempio adatta alle piccole pensioni a una o due stelle o quelle cosiddette promiscue, ossia all’interno di condomini, e sino a 20 camere.
Di fatto una ridefinizione, in senso più morbido, della legge Ruggeri, che era stata varata per tamponare l’emorragia di posti letto e blindare l’offerta ricettiva. L’obiettivo era quello di premiare chi investe e chi fa impresa, rispetto alle rendite di posizione e alla speculazione edilizia. Ma i lacci avevano seminato malcontento, per i vincoli imposti sugli edifici di per sé piuttosto che sulle strutture realmente operative. “Con l’atto approvato oggi dalla giunta, abbiamo fatto sì che le misure di salvaguardia e di valorizzazione alberghiera non saranno più a prescindere, ma saranno legate specificatamente alla programmazione dei Comuni”.