
Savona. “Palpeggiamenti ed esibizioni”. Sono questi gli abusi che, secondo la Procura, uno zio avrebbe compiuto sulla nipotina di 6 anni. Una vicenda, risalente alla fine del 2009, che aveva portato in manette un operaio quarantacinquenne, residente nel ponente savonese, i quali contorni sembravano essere ormai delineati. Invece, mentre l’uomo era in carcere e le indagini dei magistrati erano ancora aperte, erano emersi nuovi dettagli di questa drammatica storia di abusi: lo zio non si sarebbe infatti limitato ad “esibirsi” davanti alla nipote, ma le stesse scene si sarebbero ripetute anche davanti alla figlia dell’uomo, una bimba di 9 anni.
Secondo quanto trapelato, sarebbe stato lo stesso indagato, in carcere, a fare qualche ammissione per quanto riguarda gli abusi sulla figlioletta. L’uomo invece ha sempre negato di aver molestato la nipotina (figlia della sorella). Gli episodi di violenza sessuale erano stati scoperti dalla mamma della bimba che parlando con lei aveva ascoltato i racconti di quei palpeggiamenti ed esibizioni. Parole che l’avevano convinta a denunciare tutto. A quel punto erano scattati gli accertamenti della Procura di Savona per verificare l’attendibilità di quelle confessioni. Indagini che avevano portato poi all’arresto dell’operaio.
Ieri, per la vicenda dei presunti abusi sulla nipote, il quarantacinquenne, assistito dall’avvocato Gian Maria Gandolfo, è stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione con il rito abbreviato. Il giudice Emilio Fois inoltre gli ha anche imposto il pagamento di trentamila euro a titolo di risarcimento danni per la vittima.
Resta ancora aperta invece l’inchiesta per i presunti abusi sulla figlia. Accuse che lo stesso indagato non avrebbe respinto. Proprio per questa ragione, secondo quanto trapelato, questa vicenda potrebbe chiudersi con un patteggiamento. Ma in questa storia ci sarebbe anche un ultimo, sconvolgente, dettaglio: sembra infatti che anche il padre-orco, da piccolo, abbia subito degli abusi. Anche questo particolare sarebbe emerso in carcere, nel corso di uno degli interrogatori con il sostituto procuratore savonese Giovanni Battista Ferro che ha seguito l’inchiesta.