
Savona. “L’unica cosa che condividiamo nelle parole del presidente di Tpl, Maricone, è che ‘la situazione è drammatica’ anche se nessuno si degna, se non in un rimpallo di responsabilità, a ragionare collegialmente su possibili soluzioni. Tutti propensi a far quadrare i propri conti, senza tenere conto del possibile, noi diciamo sicuro, disastro sociale che si stà producendo” . A dirlo sono le segreterie provinciale Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti in merito ai tagli sui fondi per il trasporto pubblico, pari a circa 119 milioni di euro per il 2011 che subiranno una variazione negativa per il 2012 tale da portare la dotazione disponibile a soli 50 milioni di euro.
“Molto spesso ci dimentichiamo che il diritto alla mobilità delle persone è un diritto costituzionalmente tutelato e non si tutela incentivando lo spostamento veicolare privato ma semmai quello pubblico. Siamo nettamente contrari alle soluzioni che il presidente ha in testa. L’aumento dei biglietti, tra l’altro già recentemente effettuato e non con i risultati che si preventivava, porterà ad una drastica riduzione del già ridotto numero di utenti e ad un inevitabile effetto “bumerang”. Tagliare i collegamenti con le zone più disagiate, mantenendo solo le corse che “rendono”, snatura il ruolo del servizio pubblico che è prima di tutto un servizio sociale alla collettività e non “businnes” proseguono i sindacati.
“Cassa Integrazione e/o Contratto di Solidarietà ci sembrano percorsi che si dovrebbero condividere con le organizzazioni sindacali. Lavorare di più per un lavoro come quello che un autista è chiamato a fare, ricordiamo che si trasportano persone, posiziona la sicurezza del servizio in un inaccettabile livello di rischio, quindi non sempre lavorare di più porta ad un risultato migliore ed economicamente più vantaggioso. I lavoratori di Tpl in questi anni hanno già fatto percorsi sia di “efficientamento” sia di solidarietà, non per altro siamo definita l’azienda con il costo uomo/kilometro più basso del settore. Qualcun altro questo percorso non lo ha fatto e non intendiamo altri colleghi di altre aziende. Forse sarebbe opportuno partire dal ridurre i costi dell’apparato che niente a che fare con il trasporto pubblico”.
“Gli Enti responsabili delle scelte strategiche, tra l’altro anche proprietari di questa azienda, devono dire se preferiscono spendere i soldi destinati al servizio pubblico, tra l’altro troppo pochi, per pagare i troppi e sovrapposti Consigli di Amministrazione o ribaltarli su interventi volti ad incentivare il mezzo pubblico e a renderlo più conveniente, più efficiente e più fruibile del mezzo privato. Dove sono, ad esempio, i progetti per le corsie preferenziali o quelle per le zone a traffico limitato; i progetti per parcheggi di interscambio in periferia che danno anche la possibilità di creare un biglietto integrato; i progetti per creare controlli incrociati per la lotta contro i così detti “portoghesi”. Nessuno, tranne noi, pensa alla costituzione di un “Tavolo di crisi” che coinvolga tutti i soggetti coinvolti. Anche le richieste di incontro con le istituzioni, Provincia e Comune di Savona in testa, sono lettera morta. Tutti a difesa del proprio orticello? No grazie” concludono le segreterie provinciali.