Pontinvrea. Ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato ed è stato condannato ad un anno di reclusione e 400 euro di multa. Questa mattina, in tribunale, si è quindi concluso il processo che vedeva imputato Salvatore Gulfo, 49 anni, il falso ispettore del lavoro che era finito in manette lo scorso 16 settembre in Valbormida.
L’uomo, con tanto di tuta blu, tesserino da ispettore del Ministero del lavoro e caschetto antinfortunistica, si presentava nei cantieri fingendosi delegato agli accertamenti. Gulfo contestava agli ignari impresari violazioni alle norme con conseguente sanzione da 3.500 euro. Poi proponeva al responsabile dei lavori o all’imprenditore l’applicazione della sanzione minima di 500 euro se veniva effettuato un pagamento immediato, così da intascare subito la somma.
Quando i carabinieri lo hanno arrestato, Gulfo Si era appena fatto consegnare mille euro da due impresari di Pontinvrea. L’uomo, genovese, era quindi stato arrestato in flagranza di reato: con sé aveva tutto il necessario per presentarsi come ispettore ed anche un tesserino da falso invalido. Nel corso della prima udienza il quarantanovenne non aveva negato le proprie responsabilità, ma aveva descritto una situazione personale difficile che l’avrebbe portato ad “ingegnarsi” e a ricorrere a quella discutibile soluzione per raccimolare un po’ di denaro. “Avevo un lavoro saltuario, un figlio piccolo, e bisogno di soldi”: questa la spiegazione che Gulfo aveva dato al giudice per giustificare le proprie azioni truffaldine.