
Liguria. Si allarga a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale la protesta dell’autotrasporto. Ciò sta provocando in alcuni fra i più importanti nodi strategici del trasporto, della logistica e della portualità, un fermo o comunque un forte rallentamento delle attività, dovuto principalmente al fatto che le imprese di autotrasporto hanno aderito al fermo ed hanno tenuto i tir in deposito. Si verificano attività di presidio in molti porti ed interporti in Liguria, Puglia e Calabria, ed interporti in Piemonte, Lombardia, Umbria e Veneto, mentre nel pomeriggio si prevedono altre iniziative territoriali che si aggiungeranno a quelle in corso.
La segreteria nazionale di Trasportounito ribadisce che le manifestazioni, nonostante lo stato di tensione che caratterizza la categoria alle prese con drammatici problemi di sopravvivenza e nonostante la crescente pressione attuata dalle autorità di polizia su singoli autotrasportatori, si sta svolgendo ovunque correttamente e pacificamente, ottemperando all’invito a non effettuare blocchi stradali.
Unimpresa, associazione che rappresenta oltre 130.000 imprese, in particolare PMI, esprime per voce del suo presidente, Paolo Longobardi, piena solidarietà agli autotrasportatori aderenti a Trasportounito, impegnati nel fermo di 5 giorni.
“Le imprese del trasporto su gomma- afferma Longobardi – rappresentano un valore strategico del sistema Italia e la situazione di “indigenza economica” in cui sono state ridotte rappresenta un grave pericolo per la tenuta dell’intero paese”.