
Un altro passo verso il nuovo Piano Nazionale Vaccini, che manca in Italia da diversi anni, è stato compiuto: il coordinamento Interregionale per la Prevenzione ha infatti approvato la nuova versione del piano, a cui ora manca solo il vaglio della Conferenza Stato-Regioni. L’annuncio è stato dato al termine dei lavori della Conferenza nazionale di sanità pubblica dalla Giunta esecutiva della Società italiana di Igiene, Medicina preventiva (Siti).
“E’ questo un importante risultato del lavoro di squadra condotto da Governo e Regioni in collaborazione con le Società scientifiche di riferimento – spiegano gli esperti della Siti – Il Piano costituisce, tra l’altro, l’impegno formale ad affrontare in modo uniforme su tutto il territorio nazionale la lotta contro le malattie da pneumococco, contro la meningite, a rafforzare la lotta contro l’Hpv nonché ad avviare una lotta congiunta contro la varicella”. Proprio la Siti era stata critica nei confronti delle prime bozze del piano circolate il mese scorso, soprattutto per gli aspetti legati alla varicella che invece ora sembrano appianati.
“Nel piano sono indicate le azioni comuni a livello nazionale – spiegano gli igienisti – saranno poi le Regioni a deciderne le modalità di applicazione concreta sul proprio territorio. Quel che è importante è che il Governo e lo Stato hanno esercitato il loro ruolo di tutela uniforme della salute dei cittadini in tutto il territorio nazionale e che le regioni si sono impegnate a rispettarlo”. In Italia l’ultimo piano nazionale per i vaccini risale al 2005-2007.
Proprio durante il congresso di Sanità Pubblica è venuta la richiesta di una maggiore attenzione a quest’area della prevenzione: “Nel nostro Paese meno dell’1% della spesa sanitaria finanzia la prevenzione – ha affermato Walter Ricciardi, Coordinatore scientifico della Conferenza e presidente della Società Europea di Sanità pubblica – e la spesa per i vaccini è pari a quella per il quinto antibiotico più utilizzato, nonostante sia riconosciuto che i vaccini fanno risparmiare anche in termini di risorse economiche, oltre ovviamente a salvare vite umane”. Prima dell’adozione il nuovo piano, che era previsto inizialmente per il triennio 2010-2012, dovrà passare attraverso l’approvazione della Conferenza Stato-Regioni e una verifica delle coperture economiche da parte del Cipe.