Caro Presidente Maricone,
apprendiamo dai giornali le misure studiate dall’azienda per fronteggiare la riduzione dei finanziamenti. Misure che scaricano tutto il problema, su utenti e dipendenti. I lavoratori di TPL sono i più produttivi, più flessibili e meno pagati del settore, e permettono all’azienda, caso unico nel panorama nazionale, di avere il bilancio in pareggio. La crisi è reale e l’impatto che avrà la manovra finanziaria sui servizi sociali sarà pesante, e di questo abbiamo consapevolezza.
Nonostante questo sono altre le cose che vorremmo sentirle dire.
Vorremmo sentirle dire, da presidente politico di un’azienda a capitale pubblico, che il trasporto locale è un’irrinunciabile infrastruttura sociale ed è uno strumento indispensabile di crescita economica, e quindi pretendere con forza da regione ed enti proprietari un maggior coinvolgimento, perché questo non è un problema “che si risolve in casa”.
Vorremmo sentirle dire che ai lavoratori di TPL non può più chiedere nulla perché sono già molto, molto più produttivi di tutte le aziende di trasporto nazionali ed hanno il contratto integrativo più basso della regione e tra i più bassi a livello nazionale, e questo permette all’azienda di operare con il contributo chilometrico più basso di tutta la regione e probabilmente più basso d’Italia.Vorremmo che, per una volta, ad esempio, l’azienda dimostrasse un minimo di ragionevolezza di fronte all’impegno delle rappresentanze sindacali e di alcuni enti locali, che di fronte al problema attuale della chiusura del deposito di Finale Ligure si sono attivati, cercando e trovando soluzioni alternative che limiterebbero i disagi per il servizio e per i lavoratori. Invece anche in questa occasione molta rigidità e incerti margini di trattativa.
Vorremmo sentirle spendere, una parola di ragionevolezza e buon senso sui molti errori che avete commesso nell’organizzazione del servizio di trasporto, sulle vertenze legali che avete perso e pagato (ha pagato l’azienda, ovviamente), e su quelle che si stanno avviando, provocate dall’approccio ottuso e arrogante che l’attuale management ha tenuto in questi anni nei confronti dei lavoratori, e che una volta concluse costeranno un sacco di soldi. A chi? A lavoratori e utenti ovviamente, mai a chi fa disastri!
Vorremmo sentirle dire, che la prima misura applicata sarà l’eliminazione di tutti i premi ad personam, dati al di fuori di ogni accordo sindacale, e l’eliminazione di ogni tipo di benefit, alcuni molto costosi, riservati a pochissimi in azienda. Solo tagli al personale.. esuberi… meno salario… I lavoratori di TPL condividono in pieno la linea sindacale regionale che punta all’azienda unica in Liguria come sola strada percorribile che permetta di far fronte alla gravissima situazione, consapevoli che comporterà comunque grossi sacrifici.
I lavoratori di TPL rimangono sbalorditi come di fronte alla possibilità dell’azzeramento o quasi del trasporto pubblico in provincia, ci sia chi, enti locali e presidenti di aziende, pensi al proprio orticello con ragionamenti campanilistici cercando, forse, di preservare la propria condizione. I lavoratori si sono attivati affinché ogni azione locale, condotta unilateralmente dall’azienda, contro il disegno di unificazione regionale, comporti risposte sindacali regionali oltre, ovviamente, alle risposte locali.
Questa non è una situazione che si affronta in azienda, la politica e gli enti proprietari non possono lasciare la gestione di una situazione così delicata ad un gruppo di tagliatori di teste! I lavoratori di TPL sono pronti a lottare per difendere il loro posto di lavoro e per contrastare qualsiasi azione di un insieme di dirigenti del quale, ormai da tempo, hanno perso ogni fiducia. I cittadini-contribuenti della Provincia e i lavoratori di TPL non meritano il lungo periodo di conflitto, con conseguenti disagi, che comporta la volontà di cercare soluzioni nella direzione sbagliata.
La RSU e tutti i lavoratori di TPL Linea