
Alassio. Una latitanza trascorsa al mare in prestigiosi hotel di Alassio che faceva loro da spalla tra una rapina e l’altra. E’ quello che è successo a due milanesi, ex tossicodipendenti che si erano conosciuti ad agosto, in una comunità di recupero nel Lodigiano da dove erano scappati nella notte di ferragosto. Insieme in un mese e mezzo, hanno messo a segno almeno nove rapine in banche nelle province di Milano, Monza e Brianza, Lodi, Pavia e Savona. Claudio Cagnazzo, 29 anni, in affidamento ai servi ai sociali come pena alternativa per precedenti per rapina, conosce nella comunità ‘Il cammino’ di Orio Litta (Lodi) Massimo Bossoni, 38 anni, in quel periodo volontario in prova come guardiano nella struttura.
Insieme scappano nella notte di ferragosto a bordo di una Opel Meriva di proprietà della comunità e si trasferiscono ad Alassio, dove cambieranno più alberghi, tutti di buon livello con tanto di sdraio e ombrellone in riva al mare.
“Avevano messo in conto un periodo di latitanza che si è rivelato dorato”, spiegano gli investigatori del Commissariato di Polizia Scalo Romana di Milano che li hanno poi bloccati.
Cagnazzo viene intercettato il primo di ottobre durante un incontro con l’amante mentre Bossoni (che già ieri è stato interrogato ieri dal gip di Savona) viene fermato il giorno dopo proprio in un albergo di Alassio, con i bagagli già pronti per scappare probabilmente in Olanda.
Durante le rapine Bossoni era spavaldo e disinvolto, entrava a volto scoperto con un una pistola giocattolo negli istituti di credito mentre il complice svolgeva il ruolo di autista sempre con la macchina rubata nella comunità. Il bottino complessivo delle loro rapine è stato di 55 mila euro, e 16 mila euro sono i soldi recuperati al momento dell’arresto.