
Vado Ligure. Contestazione contro il carbone, ma anche contro i pubblici amministratori: i sindaci di Vado e Quiliano, oltre al primo cittadino di Savona. Il presidio davanti alla centrale termoelettrica Tirreno Power è stato un atto di dissenso contro la ristrutturazione del sito produttivo che ha esteso la polemica ai primi cittadini, accusati di non aver impedito l’intesa tra azienda e Regione sul potenziamento. Ma l’adesione alla protesta si è rivelata ben al di sotto delle aspettative: del migliaio di manifestanti attesi per oggi pomeriggio, se ne è presentata meno della metà, nonostante il richiamo di Beppe Grillo, Flavio Oreglio e l’alto numero di sigle associative che hanno promosso l’appuntamento.
Uno striscione “Berruti a Firenze punta al Parlamento” ha stigmatizzato l’assenza del sindaco di Savona, impegnato alla Leopolda a stretto fianco di Matteo Renzi per il “Big Bang” del Pd. Mentre dal canto loro Attilio Caviglia e Alberto Ferrando hanno scientemente evitato di partecipare al presidio, adducendo due motivi: “il non riconoscerci appieno negli obiettivi della manifestazione e i comportamenti tenuti da alcune associazioni, poche ad onor del vero, nei nostri confronti”.
Proprio ai sindaci di Vado e Quiliano il catalizzatore dell’attenzione Beppe Grillo ha riservato una dura stoccata, commentandone l’assenza: “I sindaci se li sono sempre comprati, come succedeva con l’ex sindaco di Civitavecchia. Si vada a vedere cosa succedeva nelle assemblee dell’Eni gestita da Scaroni: il primo cittadino era messo a bilancio con 80 mila euro per scrivere un libro sui ristoranti fuori dai caselli autostradali”.
“Non c’è bisogno di corromperli i sindaci – ha rincarato Grillo – Basta comprarli. Ma queste persone hanno perso il loro valore, sono semplicemente tenuti in piedi da un’informazione che depista e dai media. Se sono assenti, non c’è neanche più bisogno di incazzarsi. Sono soltanto persone che ormai ruotano su se stesse”. Poi ha bollato i sindaci di Vado e Quiliano con l’epiteto “m…”.
Contornato dagli attivisti del Movimento 5 Stelle e dei vari comitati anti-carbone, Grillo ha ribadito la linea programmatica: “I nostri sono temi universali, che riguardano ogni città. Io sto nelle retrovie, sono il ‘grande vecchio’ che fa da garante perché chi entra nel nostro movimento sia incensurato, non sia iscritto ad un partito e non abbia alle spalle più di due legislature. Io non sono candidabile: voglio che vada a fare il sindaco un ragazzo di 30 anni o un ingegnere di 35. Chiunque comune cittadino è migliore di qualsiasi politico attuale. Chi può dare l’idea del traffico meglio di un tassista o l’idea della sanità meglio di un infermiere o un medico?”.
“Non abbiamo più bisogno dei politici: abbiamo la rete, discutiamo, mettiamo giù proposte – ha aggiunto Beppe Grillo – Democrazia dal basso significa referendum propositivi senza quorum, bilanci partecipativi, gente che se non va bene se ne va via e massimo due mandati, rimborsi spese con pezze giustificative… Non siamo straordinari: siamo normali e vogliamo conservare l’Italia… Vogliamo il Wi-Fi per diritto di nascita, come in Scandinavia. Vogliamo nascere con un’email non con il codice fiscale. Vogliamo la cittadinanza digitale”.