
Savona. Dovrà restare in carcere anche Daniele Zappia, 39 anni, l’ultimo degli arrestati nell’ambito dell’operazione antidroga “Brothers”, portata avanti dalla Squadra Mobile di Savona, e che aveva già portato in manette altre sette persone. Lo ha deciso il gip Fiorenza Giorgi che questa mattina, dopo averlo interrogato ha convalidato entrambi i fermi (uno chiesto dal pm uno eseguito dalla polizia) a carico di Daniele Zappia che dovrà quindi restare in carcere.
Tra le persone finite in manette nella prima “tranche” dell’operazione c’era anche Domenico Zappia, 37 anni, fratello di Daniele, considerato una della menti dell’organizzazione che gestiva un traffico “all’ingrosso” (non venivano commerciati mai meno di 20 chili) di stupefacenti, hashish in particolare. Oltre ai fratelli Zappia erano stati arrestati anche Christiano Roux, incensurato, di Mentone, Italo Marco Pidu, commerciante, anch’esso residente a Mentone, Fabio Bruzzese, di Quiliano, ed anche tre persone colpite da decreto di fermo, Massimiliano Pessarin di Cairo, Antonino Celia di Imperia ed Emanuele Marino di Dolceacqua.
Secondo la polizia Daniele Zappia, fermato in auto a Pallare, e nella cui abitazione gli agenti hanno poi trovato pochi grammi di hashish, avrebbe partecipato al rendez vous di Altare con i due cittadini francesi che nel portabagagli dell’auto trasportavano la droga destinata agli italiani.
Gli arresti dell’operazione “Brothers” sono stati complessivamente 11. Due eseguiti a giugno, quando finirono in manette Salvatore Novara e Saverio Carlino, nel blitz di via Bresciana, a Savona, che portò alla scoperta di 50 chili di hashish. Altri due sono finiti agli arresti a Cornigliano: si tratta di Claudio Bisso e Roberto Mungari Schipani, sorpresi nelle rispettive abitazioni con un totale di 20 chili di stupefacenti. Quindi, l’altro ieri, al casello altarese, gli arresti in flagranza di Domenico Zappia, Christiano Roux, Italo Marco Pidu, Fabio Bruzzese, Massimiliano Pessarin, Antonino Celia ed Emanuele Marino.