
Savona. E’ stata celebrata questa mattina una nuova udienza del processo per la presunta circonvenzione d’incapace a danno di una sessantenne, interdetta legalmente, alla quale sarebbe stato intestato un negozio di abbigliamento di Borghetto, usandola come “testa di legno”. Le motivazioni di questa scelta sono sempre rimaste poche chiare, visto che il negozio in questione, “Mode”, in realtà con la nuova gestione non aveva mai funzionato. Il dato certo però è che la signora, S.V., ospite della residenza protetta “San Nicolò e Giuseppe” di Albisola, con tanto di scrittura privata davanti al notaio Gasparini di Pietra, era diventata proprietaria dell’esercizio commerciale.
In seguito era poi stata denunciata per truffa dalla vecchia titolare, che si era vista tornare indietro diversi assegni che le erano stati dati a garanzia del passaggio di proprietà. Per questa complessa vicenda, il giudice dell’udienza preliminare Emilio Fois aveva rinviato a giudizio con l’accusa di circonvenzione d’incapace Roberto Caudullo, 56 anni, difeso dall’avvocato Flavio Opizzo, e Arturo Borrione, 67 anni, avvocato Andrea Argenta (una terza persona, Giuseppina Cotta, 71 anni, di Celle aveva chiesto di accedere al rito abbreviato ed era stata condannata a un anno e otto mesi).
Per l’accusa Caudullo sarebbe l'”ideatore e artefice dell’operazione” mentre Borrione avrebbe tenuto i contatti per la pratica di cessione del negozio. L’udienza di oggi è stata rinviata al prossimo 16 dicembre perché la sessantenne che sarebbe stata raggirata, che si era costituita parte civile su richiesta dell’amministratore di sostegno Loredana Scalmana, nel frattempo, è deceduta. E’ da verificare quindi se ci siano degli eredi che abbiano interesse a subentrare nel processo.
La vicenda era stata scoperta quasi per caso quando appunto l’amministratore di sostegno aveva ricevuto dal notaio una parcella per la scrittura privata di cessione del negozio, firmata nell’aprile del 2008 quando S.V. era già stata interdetta da una ventina di giorni. Da successive indagini si era scoperto che alla donna era stata intestato questa e un’altra attività economica – a Vado Ligure – e che c’erano in sospeso assegni e altre questioni per le quali ora sono, tra l’altro, in corso anche altre due cause civili.