
Savona. Anche la giunta savonese fa i conti con il piano straordinario della sanità approntato dal manager dell’Asl 2, Neirotti, per recuperare risorse entro la fine dell’anno. “Ne prendiamo atto come un provvedimento che si doveva fare per tagliare i costi, con un’azione temporanea sino al 31 dicembre – osserva l’assessore ai servizi sociali Isabella Sorgini – La città di Savona dal canto suo vuole mettere in campo il proprio ragionamento, attraverso una discussione condivisa con il sindaco. Avendo la delega al settore sanitario, ho già incontrato Flavio Neirotti e i sindacati. Questo pomeriggio avrò l’incontro con il comitato del distretto socio-sanitario, che rappresento in sede di conferenza dei sindaci. Ho già anche avuto colloqui informali con operatori del San Paolo”.
La disamina dell’assessore Sorgini si ferma al dato di fatto, anche se nell’esecutivo i tagli e ridimensionamenti (day surgery e chirurgia) hanno fatto discutere, e non poco. “Si tratta di un piano straordinario – afferma la Sorgini – che non può essere rifatto e che ha una precisa scadenza, non è un gioco di contabilità ma è stato messo a punto per fare risparmio di cassa in un momento particolare in cui bisognava trovare soldi. E’ stata una scelta di impero dell’Asl della quale non possiamo che prendere atto”.
Per lunedì prossimo è fissata la conferenza dei sindaci durante la quale Asl e Regione presenteranno ufficialmente il piano-ponte. In realtà gli occhi sono già puntati al nuovo anno, quando scatterà il nuovo progetto di ridimensionamento ospedaliero e sanitario dell’assessore regionale Montaldo. Un piano che tutti presagiscono come un’imposizione “lacrime e sangue” cui sarà difficile sottrarsi. In questo senso l’azienda sanitaria savonese tornerà al centro di rinnovate polemiche, perché il 2012 sarà l’anno cruciale per appianare il deficit. Il governatore Burlando, tuttavia, già ieri (durante la sua visita savonese a Parco Doria) aveva assicurato che molto sarà recuperato attraverso la razionalizzazione della spesa farmaceutica.
“Ci è sembrato importante affrontare il tema della sanità in giunta – sottolinea Isabella Sorgini – E’ naturale che ci facciamo carico di temi così attuali. Abbiamo condiviso all’unanimità il percorso dell’Asl, quale passaggio necessario per fare cassa e recuperare 30 milioni di euro. Demerito anche di un governo che preferisce agevolare la sanità privata piuttosto che quella pubblica. Per noi rimangono prioritari il diritto alla salute dei cittadini e la sicurezza degli operatori. Quanto allo scenario futuro, i numeri ci arrivano dalla regione e da soggetti terzi, e dicono che ci sono troppi doppioni nel Savonese”.
“Sicuramente andranno fatte scelte coraggiose, con il concorso di tutti gli attori del comparto e del territorio. Si può ridurre la spesa farmaceutica e risparmiare ancora su molte voci. Togliere un primario o accorpare servizi non significa cancellare un reparto” conclude l’assessore.