
Savona. Ancora nessuna certezza a seguito della riunione odierna in Regione sullo scenario per il trasporto pubblico locale non solo del 2011, ma anche e soprattutto per il 2012. Da quanto emerso i fondi per il trasporto pubblico, pari a circa 119 milioni di euro per il 2011, subiranno una variazione negativa per il 2012 tale da portare la dotazione disponibile a soli 50 milioni di euro, con una contrazione superiore al 50%.
“C’è grande preoccupazione e attenzione perchè il problema del trasporto pubblico locale rischia di diventare il vero tema del 2012. Si parla di risorse ridotte a livello nazionale pari al 70% che significa non essere in grado di garantire il servizio. Abbiamo chiesto alla Regione di far chiarezza sulle risorse locali disponibili per fare pressione a livello nazione per ottenere più risorse nel sistema”. E’ il commento del presidente di Tpl Linea Maurizio Maricone all’incontro avvenuto stamane in Regione Liguria con l’assessore regionale Enrico Vesco e le aziende di trasporto liguri.
“Credo che le soluzioni paventate tipo aziende uniche hanno una valenza industriale, ma devono essere fatte nella certezza delle risorse per i prossimi anni. La mia azienda non attenderà gli eventi seguendo ciò che è stato fatto nel 2010 e nel 2011 ma vorremmo partire il 1 gennaio 2012 con dei dati chiari perchè in mancanza di essi non si possono approvare bilanci” prosegue Maricone.
“Vesco non è in condizioni di fare promesse. Esiste un problema di valutazione del sistema Tpl della Giunta regionale e del presidente Burlando senza dimenticare la totale la totale assenza a livello nazionale. Va sfatato il fatto che il trasporto pubblico sia un mangiasoldi. Le azioni di efficientamento sono arrivate ai massimi livelli nella mia azienda passando attraverso scelte difficili e crudeli per i dipendenti e gli utenti. Il prossimo piano industriale dovrà prevedere un forte taglio dei km percorsi dai nostri autobus con una caduta del servizio e una riduzione degli accordi collettivi di secondo livello a cui siamo purtroppo costretti” conclude Maricone che sottolinea: “Per meglio chiarire il concetto: nell’ipotesi di intervenire sulla rete di trasporto per garantire l’integrale copertura dei tagli occorrerebbe ridurre il trasporto di circa 1,4 Mln di km (ovvero più del 10% ). Faccio qualche esempio concreto su un taglio di 1,4 Mln di km: nelle fasce di morbida, vale a dire dall’inizio del servizio fino alle 7, dalle 9 alle 12, dalle 14.30 alle 17, dalle 19 a fine servizio, le corse urbane e suburbane delle linee 1, 2, 5, 6, 7, Savona-Pietra, Finale-Andora passerebbero dalle attuali frequenze variabili fra 2 a 6 corse ora a frequenze da 1 a 4 corse ora; le corse extraurbane in Valbormida limiterebbero il servizio alle fasce orarie degli studenti e lavoratori, vale a dire dalle 7 alle 9, dalle 12 alle 14.30, dalle 17 alle 19; le corse radiali a servizio dei Comuni dell’entroterra garantirebbero un solo collegamento di a/r giornaliero dal lunedì al sabato. Poco importa che sia la riduzione dei chilometri o l’applicazione del solo CCNL o l’esodo di personale o ancora un ulteriore aumento dei biglietti: ognuna di queste azioni – ma anche l’insieme di queste azioni avranno come risultato nelle attuali condizioni – e questo deve essere assolutamente chiaro – di mettere in ginocchio ogni azienda di trasporto pregiudicandone la sopravvivenza stessa.”