
Liguria. Dalla mezzanotte si ferma l’autotrasporto italiano. La decisione di attuare il fermo è stata confermata da Trasportounito. Gli autotrasportatori, ovvero tutte le imprese aderenti o non a Trasportounito, ma unite dalla comune emergenza, incroceranno le braccia a partire dalla mezzanotte e il fermo dei servizi di trasporto merce proseguirà sino a venerdì prossimo alle 24.00
A rischio paralisi per gli scali liguri, soprattutto quelli di Genova e Savona, con ossibili, pesanti ripercussioni anche sul traffico cittadino e autostradale.
Il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha invitato l’organizzazione a desistere dallo sciopero definito “irresponsabile”. “Invito Trasportounito a non bloccare l’economia del Paese, lo sciopero in questo momento è inutile, il governo sta lavorando per rispondere ai bisogni della categoria”.
Trasportounito ha invitato tutti gli autotrasportatori che parteciperanno alla protesta ad “adeguarsi allo spirito di una manifestazione pacifica”. L’alternativa a questa forma estrema di protesta é la chiusura e l’illegalità, spiega il segretario nazionale Maurizio Longo. Trasportounito chiede interventi per la funzionalità del mercato e le normative del settore, come tempi di pagamento certi, modifiche al sistema dei costi minimi, così come al sistema degli accordi di settore, e più vigilanza sui contratti di trasporto e intermediazione. Inoltre chiede interventi per realizzare un gasolio professionale nazionale, per determinare una strategia nei confronti delle compagnie assicuratrici e per rivedere l’applicazione degli studi di settore. Contrarie allo sciopero si sono dette le altre due organizzazioni dell’autotrasporto, l’Unatras e Anita. Per Pasquale Russo segretario nazionale di Unatras la protesta è un’azione “inutile e dannosa” e comunque l’organizzazione che l’ha indetta “rappresenta sono una minuscola parte della categoria”. Per Eleuterio Arcese, presidente di Anita (aderente a Confindustria) la protesta è “un atto irresponsabile”. Per Anita: “non possiamo permetterci giorni di fermo che bloccherebbero punti nevralgici di smistamento delle merci come porti e interporti. Inoltre – prosegue – all’interno della Legge di stabilità 2012 sono previste risorse destinate all’ecobonus, l’incentivo per l’utilizzo delle autostrade del mare, un’operazione modale importante al pari del ferrobonus”.