
Regione. Con un’interrogazione Maruska Piredda (Idv) ha chiesto alla Giunta di intraprendere provvedimenti urgenti per garantire l’assunzione del personale più idoneo ad accertare ed eventualmente sanzionare le irregolarità urbanistiche e di riconsiderare l’ammontare delle sanzioni applicabili ai casi di violazione più gravi.
“Le stime riguardanti le attività abusive in ambito turistico – ha detto – riportano cifre esorbitanti: 39% della clientela nazionale e 23% di quella estera, con un’evasione di oltre 100 milioni di euro, solo per i gruppi organizzati. La legge regionale 28/1997 ha stabilito i requisiti e gli obblighi ai quali le associazioni non aventi fine di lucro devono attenersi nell’elaborare e vendere i pacchetti turistici solo per gli associati. Le associazioni che operano con fini turistici devono servirsi di agenzie. Le sanzioni fissate dalla legge regionale – ormai “vecchia” di ben 15 anni – non sono commisurate alle violazioni e non vengono applicate e non è chiaro il motivo. È obbligo preciso delle istituzioni vigilare sulla regolarità di ogni attività nel rispetto dei cittadini e delle imprese. La mancata persecuzione di attività illecite favorisce il sommerso a discapito dell’occupazione e delle casse della Regione e dello Stato. È a conoscenza la Giunta di questo fenomeno? Cosa intende fare per rilevare gli illeciti e sanzionarli adeguatamente?”.
Ha risposto l’assessore al turismo Angelo Berlangieri: “Il problema è diffuso su tutto il territorio nazionale: nell’esercizio delle professioni turistiche influiva negativamente il blocco dei corsi per le abilitazioni professionali a causa delle difficile interpretazione delle leggi. Questo problema è stato superato: entro fine anno le province emaneranno i bandi. Abbiamo sollecitato le Province prima dell’estate per monitoraggi, attività di controllo, a una breve riunione con la Guardia di Finanza. Vista la diffusa evasione, i controlli sono difficili anche per l’esiguità delle risorse. In quanto alle sanzioni, per rivedere gli importi occorre una modifica alle leggi quadro nazionali, perché è una competenza dello Stato”.
Soddisfatta Piredda: “Il codice del turismo del 2011 non facilita: liberalizza la possibilità di fare turismo minando la vita delle imprese e la professionalità. Bene che i corsi siano stati sbloccati, ma occorre tutelare di più le imprese turistiche”.