
Albenga. “Con due o tre indizi si ha una prova ma con più di quattro direi quasi una condanna; questo in sintesi l’elenco dei casi di cronaca politica locale (maggioranza zoppicante, litigi fra dirigenti, Palazzo Oddo senza cda, dimissioni segretario comunale), situazione che non lascia dormire sonni tranquilli al sindaco ma neppure agli albenganesi”. A dirlo è il segretario Pd Alessandro Andreis, commentando le dimissioni del segretario comunale, Gaetano Antonio Malivindi.
“Lasciando da parte l’ironia quando arriva l’autunno non arrivano solo le castagne ma anche una bella serie di novità dalla nostra attuale amministrazione e penso che ancora oggi tutti gli albenganesi di buona memoria possono ricordare gli aumenti dei servizi alle famiglie del 2010. I nostri dinamici amministratori, superate le goliardiche e divertenti serate proposte nel panorama d’intrattenimento locale, danno segno di vita amministrativo autunnale convocando un consiglio comunale dopo ben tre mesi (alla faccia dell’efficienza) e senza ritegno alcuno, inseriscono più di 11 pratiche, fra le quali varianti urbanistiche, giusto poche ore prima dell’inizio del consiglio; anche un profano capirebbe che non c’è nessuna volontà di dialogo, ma peggio: non c’è nessuna volontà di spiegare neppure ai consiglieri di maggioranza le pratiche in questione, instaurando una sorta di regola” prosegue Andreis.
“Il sindaco si preoccupa a questo punto di gettare acqua sul fuoco, ma, purtroppo per lei, che certo non brilla in diplomazia, non si placano i segnali di agitazione all’interno del palazzo e, inoltre, arrivano senza sosta quotidianamente in città. Lo dico e lo diciamo, oramai da tempo, che lo stile di governo autoritario e poco autorevole, volto più a combattere che ad aggregare le sue stesse forze alleate, non avrebbe fatto e non fa il bene della città; l’attuale sindaco, quando era opposizione in città, non ha mai esitato a cavalcare qualsiasi situazione di cronaca e di disagio, facendosi paladina di tutto e di tutti sapendo che, una volta al governo, non avrebbe potuto accontentare, e creando in città una forte aspettativa su temi come immigrazione, sicurezza, urbanistica, che non sarebbe mai stata soddisfatta; oggi ci troviamo di fronte a dirigenti che prendono le distanza da questa amministrazione e, mi permetto di dire, da una certa approssimazione e spericolatezza. Speriamo di non doverci trovare fra le mani, e parlo da albenganese, un cumolo di macerie perché davvero le disgrazie di un’amministrazione non riesco ad interpretarle come la fortuna di un’opposizione; nostro dovere è quello di vigilare e di partecipare alla vita amministrativa per quello che ci è dato di fare, ma comincia ad essere ora di far capire agli albenganesi che genere di futuro abbiamo in mente per Albenga, per la sua gente, per le sue imprese, per il suo territorio” conclude il segretario Pd.