
Savona. “Chiudere totalmente il servizio di chirurgia cosiddetta minore (day surgery), ridurre l’attività chirurgica generale, ortopedica e della mano, ridurre l’attività legata all’installazione di protesi, bloccare i ricoveri nelle strutture sanitarie convenzionate. Tali provvedimenti verrebbero adottati per riuscire a risparmiare quanto previsto dal bilancio regionale per la nostra Asl”. Così la Cgil di Savona fortemente critica rispetto al piano di tagli e al documento che l’azienda sanitaria savonese ha fatto pervenire ai sindacati di categoria.
“E’ un piano inaccettabile. Francamente ci aspettavamo che, a fronte delle grosse difficoltà prodotte dal taglio dei fondi per la sanità da parte del Governo, nella nostra Regione e nella nostra Asl ci fosse un po’ più di rispetto per i malati e per i lavoratori del settore” dichiara Fulvia Veirana, segretaria Funzione Pubblica Cgil.
“Bloccare per un trimestre queste attività non farà miracolosamente guarire le persone, ma produrrà sicuramente un doppio danno:i pazienti non avranno il servizio per molti mesi poiché, anche alla fine del blocco, saranno inseriti in liste d’attesa infinitamente lunghe; chi potrà andrà a farsi operare altrove aumentando la spesa a carico della collettività savonese. Anche il blocco dei ricoveri nelle strutture convenzionate avrà lo stesso effetto”.
“La Funzione Pubblica da più di un anno chiede alla dirigenza dell’Asl di discutere un piano di riorganizzazione credibile. In particolare la Cgil ritiene prioritario: individuare i livelli essenziali di assistenza nella provincia e le vocazioni di ognuno degli ospedali della rete; sollecitare un nuovo rapporto, più partecipe, con i medici di famiglia al fine di ridurre le attese nei pronto soccorso e limitare le prescrizioni improprie. Il tutto al fine di razionalizzare i costi mantenendo, però, i servizi ed i livelli di qualità del sistema sanitario provinciale” conclude la sindacalista.