
Savona. Il gip Emilio Fois non ha convalidato l’arresto e li ha rimessi in libertà. E’ terminato con questa decisione, forse un pò a sorpresa, l’interrogatorio di convalida dell’arresto di Roland Maka, 23 anni, e di Fatjion Tahiraj, di 22, i due albanesi finiti in manette sabato pomeriggio con l’accusa di sequestro di persona in concorso e lesioni personali (solo per il primo). I ventenni, assistiti dagli avvocati Fabrizio Calamaro e Rocco Varaglioti, sono quindi tornati in libertà. Il giudice ha imposto, come unica restrizione, per Maka, il divieto di avvicinarsi alla sua ex (la presunta vittima del sequestro).
Maka e Tahiraj, secondo quanto accertato dagli inquirenti, avevano sequestrato a bordo di un’auto l’ex fidanzata del primo, una ragazza russa di 22 anni, facendole vivere minuti di vero terrore. La donna sarebbe stata avvicinata in via Paleocapa nei pressi di una farmacia e qui costretta, con minacce e con la forza, a salire a bordo dell’Audi di Maka. Sarebbe stato proprio l’amico dell’ex compagno a trattenerla sul sedile posteriore mentre l’Audi grigia percorreva ad elevata velocità diverse strade del centro. La giovane, sarebbe poi riuscita a liberarsi, approfittando di un rallentamento dovuto al traffico, nei pressi di via Servettaz: aveva aperto la portiera ed aveva cercato di uscire dall’abitacolo, ma le mani di Tahiraj la trattanevano. Due passanti, assistendo alla scena, erano intervenuti in suo soccorso e l’avevano fatta scendere dall’auto. Maka avrebbe anche colpito con schiaffi e pugni l’uomo che aiutava la sua ex per poi scappare insieme all’amico.
Sul posto era quindi intervenuta una volante della polizia, che aveva trovato la giovane russa accasciata sul marciapiede, in lacrime e in preda al panico, ma anche ferita, in quanto durante il viaggio forzato era stata colpita. Gli uomini della Questura avevano poi rintracciato, identificato ed arrestato i due giovani. All’origine dell’episodio, secondo gli investigatori, la reazione dell’ex fidanzato all’ennesimo litigio con la ragazza nel quadro di una relazione da tempo conflittuale. Secondo la tesi difensiva dei legali degli indagati ci sarebbe stata effettivamente una discussione molto accesa, ma l’ipotesi del sequestro era stata respinta con fermezza.