
Cairo Montenotte. “Una balla stratosferica”. Il commento nei corridoi della Regione è univoco, segno che la “voce” sull’ipotetico declassamento del pronto soccorso di Cairo è relegata alle colonne di un giornale locale, probabilmente ispirata da fonti sanitarie, sì, e condita di condizionali. Ma anche di qualche precisa asserzione, come: “Il pronto soccorso chiuderà. Presto, anzi già nei prossimi giorni, la comunicazione verrà data ai sindaci della valle in occasione di una serie di incontri con i politici savonesi”.
“Fa fede quello che è uscito dalla maggioranza di centrosinistra, lo dico da consigliere dell’Idv, e da presidente della commissione sanità confermo tutto quello che è emerso in quella sede – rassicura Stefano Quaini – Se c’è qualcuno che ha la volpe sotto l’ascella, ne risponda a chi amministra e ufficialmente. Se altri hanno posizioni o idee diverse, c’è la sede istituzionale per discuterne, il resto sono ‘boutade’ senza peso”.
Anche il sindaco Fulvio Briano è intervenuto a gamba tesa: “Fonti non ben individuate danno la notizia dell’imminente chiusura di Cairo. Da quello che ho potuto capire la notizia arriva da Genova e potrebbe essere interna al mondo delle Asl. Siamo proprio sicuri che chi vuole declassare il pronto soccorso di Cairo sia una componente della politica? Quanto non sta pesando su questa scelta il desiderio ‘tecnico’ di non tagliare altrove, magari qualche poltrona, nelle solite lotte di campanile interne al mondo della sanità? Di certezze non ce ne sono e le mie sono solo supposizioni ma tutto questo in ogni caso si sta giocando sulla testa dei territori e della gente, ennesimo balletto di una vicenda che apparentemente non ha protagonisti”.
Una regia mediatica genovese potrebbe ispirare messaggi in codice? “Non entro nel merito né voglio ipotizzare – dice Quaini – I giornalisti fanno il loro mestiere. Rilevo solo che non ci sono fonti precise per una notizia così incontrollata e non riscontrata. Resta fermo quanto è emerso martedì scorso. Nessun ridimensionamento colpirà il pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga né del San Giuseppe di Cairo. In parole che possono comprendere tutti, sì al pronto soccorso di Albenga, sì al pronto di Cairo”.
“Il pronto soccorso cairese rientra nei parametri degli ospedali di zona montana – prosegue Quaini – Aree dove nevica per mesi e le strade sono impercorribili devono necessariamente avere un pronto soccorso autonomo, non un punto di primo soccorso che non sarebbe sufficiente. Se pensiamo , con 15 mila accessi e un bacino d’utenza di 50 mila persone, si capisce che è un requisito essenziale. Lo dico da medico e da politico a nome del territorio. Cairo ha già perso servizi e primariati. Non può più perdere niente”.