
Regione. E’ stata discussa questa mattina, in Consiglio Regionale, un’interrogazione del Consigliere del Pdl Marco Melgrati in relazione alla presenza dei profughi provenienti da Lampedusa ad Albenga, con particolare riferimento alla non ancora avvenuta ristrutturazione del plesso individuato dal Comune e del possibile arrivo di nuovi profughi ad Albenga. Perplessità e preoccupazione sono state espresse dal Consigliere circa la non realizzazione dei lavori e il mantenimento di questi profughi presso una struttura alberghiera privata fronte mare.
Questa la sintesi dell’intervento in Consiglio Regionale: “Questa interrogazione, di fatto datata, perché presentata in data 14 giugno, chiedeva all’Amministrazione Regionale di trovare una soluzione alternativa, in accordo con l’amministrazione locale (il Comune di Albenga) alla sede individuata in Albenga presso l’ex ospedale, diventa oggi attuale. Infatti, modificando il ‘tiro’ della richiesta, si domanda all’assessore competente se, visto che è stata individuata, in accordo con il Comune, una soluzione alternativa, in un plesso di proprietà della Curia di Albenga, in oggi inutilizzata, chi deve fare i lavori e se esiste, come parrebbe, il contributo dello Stato per la ristrutturazione, e soprattutto si invoca un maggior coordinamento tra la Regione, la funzionaria della Protezione Civile dott.ssa Gallinotti e il Comune”.
“In oggi la ristrutturazione del plesso non è ancora avvenuta, e i profughi, 23 persone, vengono ospitate nel Residence Saraceno, di proprietà del Gruppo Nucera; non si capisce bene se è il Comune che deve operare la ristrutturazione e la convenzione con la proprietà, chi deve coordinare gli stessi lavori… chi, come e quando deve erogare il contributo dello Stato, perché in tempi come questi, stante la scarsezza di fondi dei Comuni, anche un intervento come questo che non prevede un costo esagerato per il Comune può diventare drammatico in virtù delle difficoltà finanziarie degli enti locali, e il Comune di Albenga chiede e pretende certezze. Si chiede inoltre se i 23 profughi rimarranno tali, o, perdurando gli arrivi a Lampedusa, saranno implementati con ulteriori arrivi ad Albenga, con grave danno per la città, che ha già problemi di grande presenza di extracomunitari regolari e irregolari, che nel passato ha già dato problemi di ordine pubblico, oggi sotto attenta osservazione e controllo. E continuo a chiamare questi profughi extracomunitari, nonostante le indicazioni della Procura di Savona, perché il termine ‘extracomunitari’ è corretto etimologicamente e formalmente; io ho un amico svizzero, che chiamo extracomunitario, perché questo è, senza connotazioni razziste o xenofobe; è una mera indicazione socio-geografica” aggiunge Melgrati.
“La risposta dell’assessore Rambaudi mi soddisfa parzialmente – prosegue Melgrati – mi soddisfa quando dichiara che i 23 profughi rimarranno tali anche in presenza di ulteriori arrivi destinati alla Regione Liguria non mi soddisfa, e non dice la verità, quando sostiene che la collocazione era concordata dall’inizio con il Comune di Albenga; infatti la individuazione dell’ex Ospedale di Albenga era stata fatta dalla Regione obtorto collo, senza richiedere il parere del Comune, e solo dopo la sollevazione dell’Amministrazione ingauna si era trovata una soluzione alternativa provvisoria, in attesa di quella definitiva, nel residence Saraceno, visto che la collocazione dei profughi nell’ex ospedale avrebbe portato sicuramente un aggravio alla situazione di ordine pubblico in una zona già a rischio come quella della piazza fronteggiante l’ospedale, già meta e ritrovo di extracomunitari, e nel passato luogo di spaccio di sostanze stupefacenti proprio da parte di extracomunitari del nord africa, e non è certo un segreto”.
“Chiediamo quindi un intervento dell’assessore per coordinare l’intervento di ristrutturazione insieme alla funzionaria dott.ssa Gallinotti, al fine di dare una soluzione nel breve ad un problema che in oggi ha una soluzione assolutamente provvisoria. Ma se, come dice l’assessore, si possono ospitare in strutture alberghiere come i Residence, si possono ospitare dovunque, sul territorio regionale; il fatto poi che la struttura della protezione civile privilegi, come dichiarato dall’assessore, queste soluzioni, perché il pagamento della diaria giornaliera risulta meno onerosa di ristrutturazioni su sedi non definitive, si auspica che i prossimi arrivi vengano inviati in altre località, possibilmente fuori dalla Provincia di Savona, e magari non sul mare, in maniera da non interferire con lo sviluppo del turismo balneare, già in contrazione per via della crisi, senza aggiungere altre possibili tensioni, causate dalla presenza di profughi extracomunitari, che per la propria natura di profughi sono senza un lavoro e senza una occupazione, né stabile né precaria” conclude Marco Melgrati.