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Economia

Piattaforma Maersk, ecco il Protocollo contro le infiltrazioni malavitose: “Nessuna scorciatoia”

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Piattaforma Maersk, ecco il Protocollo contro le infiltrazioni malavitose: “Nessuna scorciatoia”
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Vado Ligure. “La griglia delle regole è quella sancita oggi: non ci sono scorciatoie per nessuno”. Lo spirito della mattinata, con la firma del Protocollo di Legalità per prevenire infiltrazioni della criminalità organizzata nella costruzione della piattaforma di Vado, è interpretato direttamente dal managing director di Apm Terminals Italia, Carlo Merli.

“E’ un atto insieme simbolico e molto concreto perché regolerà tutti gli atti relativi a gare d’appalto e per tutte le procedure per un cantiere che è già partito – prosegue Merli illustrando il documento – A questo punto il cronometro sta già scorrendo, abbiamo davanti a noi quattro anni e mezzo di lavoro, ma siamo fiduciosi di poter rispettare i tempi, così da dare a questa economia e a questo territorio un’occasione di sviluppo. Da qui alla prossima primavera si lavorerà sul cosiddetto campo prova, quindi con tutte le verifiche e i calcoli in termini geotecnici. Questo costituirà la prima fase effettiva di costruzione, in quanto una parte del realizzato confluirà nella piattaforma definitiva. Contiamo nel giro di 48 mesi di arrivare alla consegna della prima banchina”.

L’intesa è stata siglata in Prefettura dalla Port Authority savonese, rappresentata da Rino Canavese, e da Apm Terminals del gruppo Maersk. “La comunità portuale savonese è molto coesa, un’oasi tranquilla, con un’Autorità Portuale che svolge ottimamente la funzione di integratore di diversi interessi. Ovviamente ci auguriamo che l’ente portuale possa proseguire con lo stesso presidente” osserva il manager Merli, che prosegue: “La prima fase offrirà lavoro per gli interventi di costruzione, mentre in regime parliamo di un’impresa che darà lavoro a 600 persone, più l’indotto stimabile in altrettante unità. Per un’economia che necessità di ossigeno, questo è molto importante”.

“Speriamo anche che le aziende savonesi si facciano valere nelle gare d’appalto – commenta Merli – Siamo lieti che le realtà del territorio lavorino con noi, ma il quadro è preciso e trasparente come stabilito oggi: non ci sono scorciatoie per nessuno”. “Nessuna opera di queste dimensioni si può completare a prescindere dal rapporto con i cittadini, quindi siamo massimamente disponibili a dare risposte, alle domande che possibilmente siano prive di pregiudizi. Questo Protocollo della Legalità farà sicuramente da modello e da esempio” conclude il direttore del managing italiano di Apm Terminals.

“L’accordo è volto a incrementare e rafforzare l’attività di vigilanza e controllo contro le infiltrazioni della criminalità organizzata a riguardo del significativo investimento, pari a oltre 450 milioni di euro, che comporterà, nei prossimi anni, importanti ricadute sul tessuto economico e produttivo non solo provinciale” spiega la Prefettura.

Ecco nel dettaglio gli strumenti di controllo che prevede il Protocollo della Legalità siglato stamane.

Risoluzione automatica del contratto o revoca dell’affidamento nel caso in cui le informazioni antimafia abbiano dato esito positivo.
Revoca affidamenti o risoluzione contratto o subcontratto nei casi di mancata o incompleta comunicazione dei dati o modifiche riguardanti le imprese affidatarie.
Risoluzione automatica contratto o revoca affidamento, qualora a seguito delle verifiche emergano elementi relative a tentativi di infiltrazione mafiosa nelle società e imprese interessate.
Impregno da parte delle imprese interessate, a qualunque titolo, all’opera a denunciare eventuali tentativi di estorsione, ogni illecita richiesta di denaro o altrà utilità o interferenze nelle procedure di affidamento.
Obbligo di immediata segnalazione dei tentativi di intimidazione o condizionamento di natura criminale in qualunque forma attuati.

Tracciabilità di tutti i flussi finanziari relativi ai lavori, alle forniture e ai servizi destinati alla realizzazione delle opere, pena la risoluzione immediata e automatica del vincolo contrattuale.
Verifiche e controlli sulla qualità del calcestruzzo e dei suoi componenti impiegati, con oneri a carico del concessionario.
Tavolo di monitoraggio dei flussi di manodopera.

Verifiche antimafia, oltre alle fattispecie previste della legge: per affidamenti, sub-affidamenti, i contratti per noli, servizi e forniture di materiali, i subcontratti, anche verbali, per importi superiori a 20 mila euro; per specifiche tipologie di prestazioni, indipendentemente dall’importo dei relativi contratti: trasporto in discarica, smaltimento rifiuti, fornitura o trasporto di terra e inerti, acquisizione di materiale da cava, noli a freddo di macchinari, noli a caldo, fornitura di ferro lavorato, fornitura con posa in opera e noli a caldo, autotrasportatori, guardiania di cantieri.

Conferimento da parte del concessionario, mediante web, dei dati relativi a tutte le società e imprese comunque interessate, anche con riferimento ai loro assetti societari, a cui si intende affidare l’esecuzione dei lavori o di cui si intende avvalersi nell’affidamento dei servizi, noli o trasporti, o per la fornitura di materiali inerenti alla realizzazione dell’opera.

Realizzazione di una banca dati per le verifiche antimafia, alimentata online, contenente i dati relativi: alle imprese che partecipano, a qualunque titolo, all’esecuzione dei lavori; alla proprietà degli automezzi adibiti al trasporto dei materiali per l’attività dei cantieri; alle generalità di tutto il personale che, a qualsiasi titolo, presta la propria opera all’interno del cantiere, nonché delle ditte per cui lavorano.

Piano di controllo coordinato del cantiere e del subcantiere: individuazione del referente di cantiere; trasmissione mediante web alla Prefettura, a organi di polizia e alla direzione dei lavori, entro il venerdì precedente, del cosiddetto settimanale di cantiere contenente indicazioni dettagliati.

Redazione
19 Settembre 2011 alle 12:16
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