
Savona. Saranno interrogati tutti domani mattina, dal giudice per le indagini preliminari Fiorenza Giorgi, i sette arrestati nell’ambito della maxi operazione antidroga della Squadra Mobile di Savona, coordinata dalla dirigente Rosalba Garello e dal pubblico ministero Ubaldo Pelosi, che ha stroncato un traffico “all’ingrosso” (non venivano commerciati mai meno di 20 chili) di stupefacenti, hashish in particolare, che aveva un valore di circa mille euro al chilogrammo.
Davanti al giudice dovranno comparire Domenico Zapia, di Roccavignale, imprenditore edile (considerato la mente del gruppo), Christiano Roux, incensurato, di Mentone, Italo Marco Pidu, commerciante, anch’esso residente a Mentone, Fabio Bruzzese, di Quiliano, ed anche tre persone colpite da decreto di fermo, Massimiliano Pessarin di Cairo, Antonino Celia di Imperia ed Emanuele Marino di Dolceacqua.
L’operazione della polizia si è concretizzata due giorni fa, con un’azione in Valbormida dove, al casello di Altare, sono stati arrestati gli ultimi capi dell’organizzazione e sono stati sequestrati 50 chili di hashish. Gli arresti dell’operazione sono stati complessivamente 11. Due eseguiti a giugno, quando finirono in manette Salvatore Novara e Saverio Carlino, nel blitz di via Bresciana, a Savona, che portò alla scoperta di 50 chili di hashish. Altri due sono finiti agli arresti a Cornigliano: si tratta di Claudio Bisso e Roberto Mungari Schipani, sorpresi nelle rispettive abitazioni con un totale di 20 chili di stupefacenti. Quindi, l’altro ieri, al casello altarese, quattro arresti in flagranza: Domenico Zapia, di Roccavignale, imprenditore edile (considerato la mente del gruppo); Christiano Roux, incensurato, di Mentone; Italo Marco Pidu, commerciante, altresì residente a Mentone; e Fabio Bruzzese, di Quiliano. Nelle stesse ore, Massimiliano Pessarin di Cairo, Antonino Celia di Imperia ed Emanuele Marino di Dolceacqua sono invece stati colpiti dai decreto di fermo .