
Roma. Si svolgerà lunedì 5 settembre, a partire dalle ore 15 a Roma l’iniziativa di mobilitazione unitaria decisa da Regioni, Province e Comuni contro i tagli ai servizi ai cittadini (6 miliardi di euro quelli previsti inizialmente, ora tendenzialmente ridotti a 4,2 miliardi) e all’economia dei territori e contro le misure di carattere ordinamentale considerate sbagliate e offensive della dignità delle istituzioni territoriali e di chi le governa.
Intanto ieri numerosi amministratori non hanno riposato e, anche attraverso flash mob, hanno fatto intendere che non vogliono mollare. Il sindaco di Varese, il leghista Attilio Fontana, è stato protagonista di un flash mob nella sua città: in segno di protesta contro i tagli ha trainato un tir rosso, il peso dello ‘Stato italiano’: “Non stiamo cercando di fare il sindacato dei sindaci né di difendere privilegi che non abbiamo, ma stiamo cercando di far capire che se passerà questa manovra, sarà un disastro sociale perché andrà a incidere sui servizi ai cittadini”, ha detto.
Il sindaco di Pisa e presidente di Legautonomie, Marco Filippeschi, ha invece annunciato che martedì sarà in piazza con la Cgil. Pronta a continuare a lottare anche la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini: “Ho manifestato per una vita e pensavo che da Presidente della Regione avrei smesso di farlo”. Invece lunedì, dice, sarà a fianco degli altri governatori, dei sindaci e dei presidenti di Provincia.
E mentre le Regioni a statuto speciale portano a casa una piccola vittoria (una ‘clausola di salvaguardia’, che tutela le regioni speciali obbligando il Governo a ‘passare’ attraverso la Conferenza, è stata inserita in un emendamento), sale invece la preoccupazione per la sorte dei piccoli Comuni: l’Anci chiede lo stralcio dell’articolo 16.
“L’estensione del patto di stabilità ai piccoli comuni strozza gli investimenti, comprime l’economia e impedisce ogni attività comunale di salvaguardia ambientale o di sicurezza idrogeologica”, dice il vicepresidente dell’Anci con delega alle aree montane, Enrico Borghi.
Preoccupato per il mancato stralcio dell’articolo, anche il presidente dell’Uncem Piemonte, Lido Riba. Il tutto mentre il comune di Filettino, continua a organizzare il suo principato. Contro la manovra, la soluzione è andarsene.