
Savona. Sabato 24 settembre, nella sala rossa del Comune di Savona, si terrà l’incontro “Il significato di agire – Medici Senza Frontiere a 40 anni dalla nascita”. Interverranno Ettore Mazzanti e Chiara Montaldo, e verrà predisposta una tavola rotonda con la partecipazione dei dirigenti Asl 2 Marco Anselmo, Cesare Branchetti, Salvatore Garzarelli, Angelo Interguglielmi, Rodolfo Tassara, medici e professionisti di diverse discipline.
In occasione dei 40 anni dalla fondazione si discuterà di come l’associazione, sia diventata in quest’arco di tempo un simbolo delle resistenza dell’uomo alla follia della guerra, da qualsiasi parte essa provenga, o alle catastrofi di diversa natura.
“Azione Medica” e “Testimonianza” sono stati i capisaldi che hanno informato l’azione dell’Associazione in questi 40 anni; un’azione medica tempestiva, agile, slegata dagli orpelli burocratici che troppo spesso non consentono interventi efficaci; la Testimonianza per ribadire ai governi e all’Occidente tutto che situazioni nel mondo in cui migliaia, milioni di persone non hanno accesso alla salute ed alla dignità di vita non possono essere liquidate con un’alzata di spalle o una generica dichiarazione di intenti, ma hanno bisogno di soluzioni precise, puntuali e rapide.
Medici Senza Frontiere ha scelto questa strada perché e’ fortemente convinta della necessità di difendere sul campo e non in astratto quelli che sono i diritti fondamentali dell’uomo, non già generici diritti figli della retorica, ma precisi impegni riportati nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: così l’art.1 (tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti), l’art. 3 (ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona), l’art 5 ( nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti), oltre al fondamentale richiamo al diritto alla salute per chiunque.
Varie sono le professionalità che da 40 anni si prodigano a che questa “utopia possibile” possa concretizzarsi. Alle professionalità mediche si affiancano architetti, logisti, costruttori, amministrativi e tecnici, tutti legati da un filo rosso virtuale che rappresenta la congrua presa in carico dei bisogni espressi dalle popolazioni deprivate degli elementi basilari sopra ricordati. Va intesa in questo senso la presenza all’incontro di professionalità non mediche tra i dirigenti Asl sopracitati: in un’associazione che proprio grazie alla lunga esperienza ha raggiunto livelli di eccellenza nell’erogare assistenza sanitaria, diventano indispensabili gli altri ruoli, che permettono di portare aiuto in luoghi diversamente irraggiungibili o con modalità diversamente impraticabili.
“Lo vogliamo fare perché e’ giusto, lo possiamo fare perché ci sono persone semplici ma determinate che ci sostengono e permettono che il tutto si attui, lo dobbiamo fare perché questo patrimonio di professionalità e disponibilità non si disperda in mille sforzi non coordinati che rischiano di risultare inefficaci quando non controproducenti” dicono gli organizzatori.
“Medici Senza Frontiere è oggi la più grande organizzazione medica umanitaria privata: molte cose sono state fatte ma tante alte ne restano da fare con carattere di urgenza, ed è per questo motivo che si continua a sensibilizzare l’opinione pubblica e a ricercare professionisti che si riconoscano nel nostro mandato e vogliono essere parte attiva con noi”.
“In un epoca in cui la mancanza di senso e di scopo della vita dilaga nelle società del benessere materiale, MSF è una cura irrinunciabile per gli assistiti ma anche per chi contribuisce, con una semplice donazione o con l’impegno personale, a migliorare adesso il pianeta che erediteranno le generazioni future”.