
Albissola M. Un incidente probatorio, davanti al gip Fiorenza Giorgi, durante il quale la presunta vittima ha ricostruito ancora una volta gli abusi che avrebbe subito da un collega di lavoro. Si è arricchita di un nuovo capitolo, questa mattina, in tribunale, la vicenda giudiziaria che vede indagato con l’accusa di violenza sessuale Adrian D., l’infermiere romeno di 40 anni, finito in manette nel maggio scorso, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Ovviamente “top secret” il contenuto dell’incidente probatorio al quale hanno partecipato entrambe le parti, assistite dai legali di fiducia, gli avvocati Massimo Badella e Paolo Foti.
Secondo l’accusa il romeno, residente a Millesimo, infermiere per una cooperativa che gestisce anche servizi di pulizie, avrebbe abusato di una donna albanese, di 37 anni, sua collega di lavoro appunto. Gli episodi di violenza sarebbero avvenuti nella struttura terapeutica “Villa Ridente” di viale Faraggiana ad Albissola, dove l’uomo prestava servizio come dipendente della cooperativa “Neresine” che ha sede a Savona. Secondo quanto denunciato dalla donna ai carabinieri, il collega, in diverse occasioni, tra il giugno ed il settembre dello scorso anno, l’aveva costretta a subire toccamenti e altri abusi.
Opposta la versione fornita dall’uomo che ha sempre ribadito di aver avuto con la collega solo qualche discussione di lavoro, ma niente di più. L’avvocato Foti, difensore del romeno (che al momento si trova agli arresti domiciliari), nel frattempo, ha svolto una serie di indagini difensive che, secondo quanto trapelato, avrebbero fatto emergere una serie di contraddizioni nel racconto della presunta vittima. Aspetti che potrebbero essere stati chiariti anche grazie all’audizione di questa mattina.