
Regione. “E’ stato un andamento altalenante iniziato con un aumento degli arrivi a marzo e aprile in tutte le strutture ricettive della Liguria rispetto all’anno precedente, mentre maggio ha registrato un calo, giugno si è assestato sulla linea dell’anno precedente e luglio è andato male per effetto del clima terribile”. E’ il quadro tracciato dall’assessore regionale al turismo Angelo Berlangieri, che prosegue: “Per agosto si può dire che, confermando le previsioni, la prima decade di agosto c’è stata una flessione intorno all’1%, ma dal 10 agosto in poi il movimento si è ripreso in modo eccezionale con il tutto esaurito. I primi giorni di settembre si prevedono buoni sino alla riapertura delle scuole in Piemonte e Lombardia”.
“Se vogliamo tracciare un approssimativo bilancio degli ultimi otto mesi – aggiunge l’assessore – i primi cinque mesi hanno registrato un aumento degli arrivi del 3% e una diminuzione delle presenze dell’1,7%. Con il risultato che prevediamo alla fine un bilancio con arrivi uguali o aumentati rispetto al 2010 e presenze diminuite. Si conferma intanto il buon andamento del turismo internazionale, con moltissimi stranieri anche nel 2011. La velocità di crescita del movimento internazionale in Liguria è del 4%, rispetto al 2% di media nazionale. Quindi la Liguria aumenta meglio rispetto all’Italia”.
Dopo vent’anni cambia la percentuale di italiani-stranieri in vacanza in Liguria: oggi la ripartizione è di 35% stranieri e 65% italiani, contro il 30%/70% del passato. “Ci siamo progressivamente internazionalizzati – afferma Berlangieri – Questo è dovuto al buon posizionamento sulle piazze estere della nostra offerta. Anche quest’anno si sono confermati gli arrivi da Germania, Austria, Svizzera, Francia e Inghilterra. Ma ci sono buone notizie anche dai mercati più distanti, quali quelli dell’Est: sono molti i russi che si vedono nel ponente ligure. Rimane buona anche la quota di americani nel levante”.
Genova si sta affermando come città turistica a tutti gli effetti. “Non è più come una volta, ormai è chiaro: Genova è una destinazione turistica – dice l’assessore – Dieci anni fa sarebbe stato assurdo pensare che Genova potesse competere con Firenze”. Non solo quindi Liguria sinonimo di spiaggia, mare e sole, ma anche di cultura. “L’esempio è proprio Genova dove l’appeal è il prodotto cultura – sottolinea – Genova anzi viene sempre più identificata come meta culturale. Segnali positivi riceviamo anche dalla riscoperta paesaggistico-ambientale dell’entroterra. Anche se è proprio l’entroterra, in termini di affari, a continuare a soffrire di più”.
A soffrire dei capricci climatici è stata la riviera di ponente, più concentrata sull’offerta turistica di tipo balneare. “Il dato incoraggiante è l’aumento degli arrivi, ma il calo dei giorni di presenza e una minore propensione alla spesa sono gli elementi preoccupanti” commenta Berlangieri. “Questo si traduce in un crollo intorno al 5% il fatturato delle imprese. E’ per questo che a livello istituzionale dobbiamo sostenere le imprese, soprattutto nella stagione invernale. Dobbiamo evitare questa forzata stagionalizzazione delle capacità liguri di stare sul mercato. Bisogna invece puntare sul percorso di internazionalizzazione e così ampliare il portafoglio clienti”. “L’obiettivo – conclude l’assessore regionale – è di aiutare l’imprese turistiche a rimanere aperte anche oltre la stagione estiva, a resistere e promuovere un’offerta che riguardi tutto l’anno”.