
India. E’ stato ammesso il ricorso in Appello contro la sentenza all’ergastolo per Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni, da 18 mesi rinchiusi nel carcere di Varanasi con l’accusa di aver ucciso il loro amico Francesco Montis il 4 febbraio del 2010 nell’albergo che i tre condividevano nel corso di un soggiorno in India.
L’Alta Corte ha emesso inoltre un’ordinanza al tribunale di Varanasi, affinché trasmessa con celerità la documentazione relatova al caso dei due ragazzi italiani. La richiesta di libertà su cauzione, invece, verrà discussa nella settimana che inizia il 26 settembre. Un’udienza, quella di questa mattina, che non ha riservato particolari sorprese e che è andata nel senso atteso dai genitori di Tomaso. Ora i coniugi Bruno sperano in un processo celere.
Francesco Montis è stato trovato agonizzante nella camera dell’hotel Buddha, che si trova nella periferia di Varanasi, per poi morire in una disperata corsa in ospedale. Per l’accusa, il ragazzo sardo sarebbe stato ucciso dai suoi amici per motivi passionali; per la difesa, si tratterebbe di morte naturale.