
Provincia. Sono 29 i Comuni savonesi che, secondo gli attuali dati demografici Istat, verrebbero “fagocitati” dalla manovra di Ferragosto, perdendo l’autonomia amministrativa in quanto sotto i 1000 residenti. “Uno dei governi con il parlamento più affollato del mondo abolisce il Comune di Massimino”. L’esempio colorito è di Angelo Vaccarezza, presidente della Provincia, che spiega la sua posizione: “Siamo al paradosso. L’accorpamento delle funzioni dei Comuni è necessario e l’Unione dei Comuni è nell’agenda di tutti, quindi non si capisce perché sopprimere l’identità locale, che è un passo diverso rispetto ad associare le competenze”.
“La manovra sul taglio degli enti è confusa – aggiunge Vaccarezza – Siamo disponibilissimi a risparmiare, ma è sbagliato colpire la trincea, quelli che militano come amministratori. Quelli che, terminato il mandato, se ne vanno a casa senza pensione quando, ancora una volta, lo stato maggiore si è tutelato”.
La scure dei tagli dovrebbe colpire: Arnasco, Balestrino, Bardineto, Bormida, Casanova Lerrone, Castelbianco, Castelvecchio di Rocca Barbena, Erli, Giusvalla, Massimino, Mioglia, Nasino, Onzo, Osiglia, Plodio, Rialto, Roccavignale, Testico, Urbe, Vendone e Zuccarello. A rischio, con flebili o improbabili speranze di recupero di abitanti: Giustenice (959 abitanti), Pallare (956), Orco Feglino (917), Piana Crixia (896), Magliolo (882), Stellanello (877), Pontinvrea (857) e Murialdo (864). Bergeggi, con il suo bilancio demografico a 1163, dovrebbe, salvo diaspore imprevedibili, rimanere fuori dall’abolizione.
La soppressione dei piccoli campanili entrerà in vigore alla scadenza degli attuali mandati amministrativi, se andrà in porto la manovra. “Tutti aspettiamo di vedere il testo finale, mentre sono attesi all’Anci Nazionale i dati ufficiali – osserva Pierluigi Vinai, segretario ligure dell’Associazione dei Comuni Italiani – Ma questo provvedimento non beneficia nessuno in termini di risparmio, perché taglia poltrone il cui costo sul totale è poco incisivo, mentre produce un effetto grave: l’eliminazione dei presidi territoriali. E’ inimmaginabile l’assenza di un sindaco che sorveglia e aiuta il territorio e si interfaccia con gli altri enti per definire gli interventi, dai rivi alla scuola, dalla viabilità alle piccole o grandi necessità di tutti i giorni”.