
Alassio. “E’ il clima ferragostano che alimenta questi polveroni, direi inutili”. A dirlo è il sindaco di Alassio, Roberto Avogadro, al centro della querelle sulla rimozione del busto dedicato a Totò, opera dello scultore Flavio Furlani. “Mi lasciano perplesse queste polemiche – prosegue – Ci sono problematiche ben più importanti, ma capisco che il caldo fa brutti scherzi. Totò è napoletano, io sono legato alla mia terra natia e ho preferito dedicare quei giardini ad un uomo illustre per la storia della mia cittadina”.
A chi gli contesta la prostrazione alle pressioni del Carroccio, “non sono catalogabile, ma sono leghista dentro” afferma Avogadro. “Tuttavia – dice – qui si tratta di questioni che hanno poco a spartire con la politica. Con tutto il rispetto che ho per Totò, come personaggio e attore, sostengo che non ha nessuna attinenza con la città di Alassio. Per questo preferisco intitolare giardini o vie a personalità che hanno dato lustro ad Alassio, come Mario Berrino o Tommaso Schivo, recentemente scomparsi, o lo stesso presidente Sandro Pertini”.
“C’è la possibilità che la statua sia messa all’asta” annuncia il primo cittadino a IVG.it, dopo che il busto del “mazziere di banda” è stata rimossa da piazza Stalla. “Ho saputo – aggiunge – che ci sono Comuni e Province che si sono offerte per avere la statua ora ricoverata nel deposito comunale. Se la statua andrà all’asta, spero che vada a Cuneo: lì dove Totò ha fatto il militare (celeberrima la frase ‘Io sono un uomo di mondo, ho fatto il militare a Cuneo’), ed io stesso ho svolto il servizio militare. E’ già è arrivata la disponibilità della città del basso Piemonte”.