
Borghetto S.S. Si sono avvalsi tutti e tre della facoltà di non rispondere davanti al gip Francesco Meloni. Questa mattina Thami Artima, 42 anni, Abdelhadi Zguiri, di 24 anni, Abdeljebbar Artima, di 29, i tre marocchini finiti in manette per spaccio e detenzione di circa 20 grammi di cocaina ad Albenga, hanno quindi fatto scena muta nel corso dell’interrogatorio di convalida nel carcere savonese di San’Agostino. Il giudice si è riservato di decidere sulla misura di custodia cautelare e, per ora, i tre indagati resteranno dentro.
Il gip potrebbe però rimettere in libertà Abdeljebbar Artima visto che il suo legale, l’avvocato Andrea Alpicrovi (che difende anche gli altri due), ha presentato una richiesta di patteggiamento con la sospensione condizionale della pena che dovrebbe essere accolta. I tre erano stati arrestati dagli uomini in borghese del Nucleo Operativo, insieme ai carabinieri della Stazione di Borghetto Santo Spirito.
L’arresto aveva preso le mosse dalla segnalazione di alcuni cittadini che avevano raccontato al Maresciallo Bianchi, comandante della stazione di Borghetto, di aver notato vicino ad un bar della cittadina rivierasca un uomo con i baffi incontrare più volte giovani italiani. Gli uomini del Nucleo Operativo ci avevano messo ben poco ad identificare Thami Artima, una loro “vecchia conoscenza”, già tratto in arresto in passato per lo stesso reato.
L’uomo era stato così pedinato fino ad individuare in un bosco il nascondiglio di parte della droga. Lo stupefacente era stato così sequestrato e l’uomo tratto in arresto mentre cedeva a due suoi complici 6 dosi di cocaina pronte per la vendita.